
Dopo la rapina di Chiasso non si sono fatte attendere le prime reazioni. Mario Tamborini responsabile della sicurezza per la Società Commercianti di Lugano e l’Associazione Via Nassa punta il dito contro le istituzioni.“Già a novembre avevamo segnalato una situazione preoccupante - dice Tamborini - ma purtroppo nessuno ha recepito il messaggio. Pedrazzini continua a minimizzare ed ora la situazione è sfuggita di mano. A furia di sottrarre mezzi alla polizia e alle dogane questi sono i risultati. Ora si è iniziato a sparare. Immaginatevi come ora possano vivere i gioiellieri – continua Tamborini – ci vuole più decenza nelle dichiarazioni da parte delle istituzioni”.Ma cosa si propone di fare in concreto? Tamborini risponde che “Anche i negozianti hanno le loro colpe. Ci sono mezzi ausiliari per la sicurezza che vanno oltre la semplice videosorveglianza. Ma i negozianti speculano su tre-quattromila franchi di costo. Inoltre – dice Tamborini – ci vorrebbe un’intelligence attiva sul territorio”.Ma perché, chiediamo, la politica sembra essere sorda alle vostre rivendicazioni? “Perché sarebbe impopolare prendere posizioni che verrebbero definite razziste o populiste. Ma noi siamo stufi. Rendiamoci conto che si è sparato, e poco ci è mancato che ci scappasse il morto. Ripeto: noi siamo stufi!"
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