
L’elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti è stata per molti come un fulmine a ciel sereno, soprattutto alla luce di molti dei temi cavalcati con successo dal tycoon newyorkese durante la sua campagna elettorale.
Mentre alle nostre latitudini la sinistra si interroga sul suo progressivo allontanamento dall’elettorato (mentre Trump, al contrario, è riuscito a conquistarlo), l’ "Aargauer Zeitung" ha evidenziato un parallelismo tra alcuni punti del programma politico di Trump e altrettanti aspetti della nostra politica nazionale. Che vi sia effettivamente un'analogia?
Il quotidiano argoviese individua cinque punti "in comune", ovvero l’abolizione degli accordi di libero scambio (con il Canada e il Messico), la riduzione delle imposte per le aziende, il principio ”America First”, le posizioni 'anti-musulmani' e il muro al confine (con il Messico).
Se i primi tre temi sono prettamente federali (nel 1992 la Svizzera ha rifiutato l’adesione allo Spazio economico europeo, mentre la riduzione delle imposte riprende la Riforma II dell'imposizione delle imprese), si può dire che anche il Ticino ha “contribuito” ad alcuni aspetti del programma politico targato Donald Trump.
Il principio ”America First”, evidenzia l’Argauer Zeitung, ricalca la politica di Berna "volta a privilegiare gli interessi nazionali", l’iniziativa contro l’immigrazione di massa del 9 febbraio e l’iniziativa "Prima i nostri"), la politica anti-musulmani caldeggiata da Trump in campagna elettorale avrebbe dei punti in comune con il divieto dei minareti e con il più recente divieto anti-burqa entrato in vigore in Ticino, mentre il muro al confine con il Messico ricorda molto - prima ancora del filo spinato di Oberwil-Lieli proposto dal consigliere nazionale UDC Andreas Glarner – un muro analogo, alto 4 metri, a Chiasso Brogeda…
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