
I consiglieri comunali bellinzonesi Tuto Rossi, Orlando Del Don (UDC) e Manuel Donati (Lega) hanno inoltrato due interpellanze al Municipio inerenti lo sviluppo pianificatorio di Bellinzona.
La prima si intitola "Il centro di pronto intervento spostato nella periferia di Giubiasco? Quando e soprattutto perché" e chiede lumi su questo scenario, definito "nefasto per la città". "Dal Preventivo 2019 sembra scaturire che il Municipio voglia abbandonare la costruzione del Magazzino Ecocentro Pompieri (MEP) presso il ponte della Torretta e praticamente già deciso, per lanciarsi in una scommessa tanto costosa quanto azzardata, ovvero quella di spostare il Centro di pronto intervento nella periferia di Giubiasco, che in realtà non è disponibile".
"Come Consiglieri comunali critichiamo il fatto che un cambiamento strategico così importante non abbia fatto l’oggetto di una trattanda separata, ma sia stato infilato di straforo nel Preventivo 2019", scrivono gli interpellanti, ponendo 13 domande al Municipio:
1) Come mai un tema strategico come l’ubicazione del Centro di pronto intervento è stato introdotto di straforo nel Preventivo 2019 e non è stato considerato come un tema pianificatorio?
2) Questa impostazione, funzionale alla sola gestione delle opere pubbliche in chiave economica, è corretta?
3) ll tema sarà ancora ripreso e criticato nel Masterplan?
4) E’ giusto che il terreno preso in considerazione è quello a ridosso dello svincolo autostradale di Giubiasco, ad ovest del garage di un noto costruttore tedesco di auto di lusso? Perché il preventivo non è esplicito su questo punto?
5) Il Municipio si rende conto che abbandonare il progetto MEP alla Torretta per pianificare l’irrealizzabile Centro di pronto intervento di Giubiasco significa condannare i servizi a restare per anni nelle loro stantie ubicazioni?
6) Prima di iniziare a pianificare il Centro di pronto intervento di Giubiasco Come il Municipio non si è fatto rilasciare dall’USTRA una dichiarazione formale che il terreno è libero e non le interessa più?
7) Il Cantone ha investito (e probabilmente sprecato) 11 milioni per ottenere un nuovo tracciato (la bretella A2/A13) che dovrebbe aggirare Cadenazzo e seguire il tracciato della tirata fino a Sant Antonino. Il Municipio sa che si tratta solo di un progetto di massima, senza un credito di finanziamento approvato, e che molto difficilmente verrà realizzato a causa dell’alto costo (da CHF 1,5 miliardi a CHF 1,8 miliardi)?
8) Il Municipio sa che l’USTRA non potrà liberare quel terreno prima che verrà approvato il credito miliardario per la bretella A2/A13 (quindi mai)?
9) Corrisponde al vero che il Municipio vuole investire decine o centinaia di migliaia di franchi nella progettazione del Centro di pronto intervento, già prima che il passaggio obbligato dalla coordinazione con il progetto autostradale nazionale venga superato?
10) Si rende conto il Municipio - pur rispettando il Cantone che ha proposto la bretella A2/A13 forse ecologica ma insostenibile finanziariamente - che questo passaggio obbligato non verrà affrontato nei prossimi decenni?
11) Il Municipio sa che secondo i criteri urbanistici attuali l’autostrada è un elemento del sistema-paese, per nulla incompatibile con la valorizzazione naturalistica del terreno circostante?
12) Quanto è stato speso per gli studi e le ricerche per la progettazione del MEP tanto voluto dal Municipale Paglia (spese vive esborsi e spese in natura, onorari SIA e quant’altro)?
13) Chi sono i tecnici già coinvolti dal Municipio per gli “approfondimenti preliminari” del Centro di pronto intervento di Giubiasco, e quanto è già stato speso si prevede di spendere per questi studi?
La seconda interpellanza si intitola invece "Semisvincolo: ci sono tempi certi per la sua realizzazione?" e chiede lumi su possibili ritardi nella realizzazione "di questa importante opera". "Non dimentichiamo - evidenziano Rossi, Del Don e Donati - che il Magazzino Ecocentro Pompieri (MEP) è stato progettato alla Torretta proprio perché vicino al semisvincolo".
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