
Negli scorsi giorni la petizione con cui il 'Guastafeste' Giorgio Ghiringhelli chiede di vietare su suolo pubblico le preghiere che contengono messaggi di discriminazione e odio verso i fedeli di altre religioni ha valicato le Alpi e non solo. La vicenda era stata ripresa dalla Luzerner Zeitung, dal St Galler Tagblatt, dal Blick e altre testate svizzero tedesche e ieri la proposta del Ghiro ha varcato anche i confini nazionali, approdando in Turchia e Gran Bretagna.
Dal canto suo il quotidiano turco filogovernativo Yeni Safak ha puntato il dito contro "l’attivista razzista svizzero responsabile del divieto del burqa" che ha fomentato "l'odio contro i musulmani" in Ticino. "V’è da sperare che i turchi che abitano in Ticino, e che hanno imparato ad apprezzare le libertà del nostro Paese, non si lascino contagiare da questo giornalismo-spazzatura", ha replicato Ghiringhelli in una nota.
Decisamente più neutro l'Independent, che si è limitato a spiegare l'iter della petizione che approderà martedì in Gran Consiglio, dove è probabile che venga affossata. Già in Commissione petizioni neppure la maggioranza della Lega dei Ticinesi aveva infatti dato ragione a Ghiringhelli, sostenuto solo da Lelia Guscio e Tiziano Galeazzi (vedi articoli suggeriti).
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

