
La Lega dei Ticinesi "prende atto, senza nessuna sorpresa, della decisione della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale di respingere l’iniziativa popolare 'Per un’immigrazione moderata', lanciata dall’Udc ed appoggiata dalla Lega, che chiede l’abolizione della devastante libera circolazione delle persone".
Secondo il movimento di via Monte Boglia "Malgrado i disastri provocati dalla libera circolazione, specialmente in Ticino, la partitocrazia insiste nel rifiutare qualsiasi correttivo. Già a fine 2016 ha cancellato la preferenza indigena votata dal popolo. Risultato: il numero dei frontalieri nel nostro Cantone è esploso, a tutto danno dei lavoratori ticinesi. Ed infatti le ultime cifre dell’Ufficio federale di statistica attestano l’impennata del numero dei permessi G nel settore terziario: addirittura 2000 in più in soli tre mesi".
"Depositare nell’urna un Sì convinto all’iniziativa 'Per un’immigrazione moderata' - sottolinea la Lega - è ormai un’esigenza fondamentale per salvare quel che resta del mercato del lavoro del nostro Cantone e per fermare la svendita della Svizzera all’UE ad opera dei politicanti del triciclo, esponenti ticinesi compresi".
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