
La pandemia pesa sull’Ente Ospedaliero Cantonale (EOC) che quest’oggi ha presentato il resoconto del proprio esercizio 2020. Un anno caratterizzato dalla pandemia da SARS-CoV2 e dalla sua gestione, concentrandosi sul servizio a favore di tutti i ticinesi. In questo contesto, si legge in una nota stampa, “l’EOC ha dato prova di grande efficienza mettendo in campo tutte le competenze e mobilitando tutte le risorse necessarie atte a fornire una risposta appropriata alle necessità di salute, in ambito COVID e non COVID, della popolazione ticinese”.
Esercizio 2020: qualche cifra
Le strutture EOC hanno curato oltre 36’300 pazienti degenti, di questi quasi 2’200 affetti da COVID. In medicina intensiva, dove i posti letto sono stati aumentati per rispondere alle esigenze della presa in carico dei pazienti COVID raggiungendo la quota 88 letti complessivi, sono stati trattati quasi 3’500 pazienti, di cui quasi 400 affetti da COVID. I servizi di urgenza medica hanno eseguito oltre 97’000 visite e il laboratorio ha dato risposta a più di 850’500 richieste. EOC ha visto nascere 1’475 nuove vite.
Conti in rosso
Dal punto di vista dei costi, la pandemia ha avuto un impatto pari a 46.5 milioni di franchi: il 30% di questa cifra è legato a costi straordinari e il restante 70% alla mancata attività. Dopo lo scioglimento del fondo di ammortamento (pari a 12 milioni CHF), la perdita si attesta a 54.6 milioni. L’anno si è pertanto concluso con un margine operativo lordo (EBITDA) negativo, pari a -2% (-14.2 milioni CHF).
Profondo legame tra EOC e territorio
La pandemia ha messo ulteriormente in evidenza il profondo legame tra EOC e territorio: oltre al valore economico ridistribuito dall’EOC in Ticino – pari a 529 mio CHF, equivalenti a 73 cts rimessi nell’economia ticinese per ogni franco ricavato – la battaglia contro il Covid – si legge nella nota – “ha generato una straordinaria e toccante ondata di empatia verso il personale curante a tutte le latitudini. Applausi, manifestazioni di affetto, disegni, cibo, bevande, automezzi e tanto altro sono stati da sprone e da supporto per tutti i collaboratori EOC”.
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