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Ticino
La pandemia in reparto: “Prova fisica ed emotiva”
Foto CdT/Gabriele Putzu
Foto CdT/Gabriele Putzu
Redazione
5 anni fa
Con la pressione sugli ospedali che è calata, anche il personale può tirare il fiato: “Situazioni complesse emotivamente e fisicamente”

Ieri per la prima volta dopo molto tempo, nei reparti di cure intense ticinesi non vi erano più pazienti malati di Covid-19. I pazienti ricoverati negli ospedali per le conseguenze del coronavirus sono in tutto venti. Dopo mesi decisamente impegnativi, anche chi è impegnato nei reparti più sollecitati può tirare un sospiro di sollievo. “È stato un periodo molto complesso, situazioni intense le abbiamo vissute sia dal punto di vista emotivo sia dal punto di vista fisico. Confrontarsi con la morte è sempre emotivamente molto provante. Anche la durata di questa crisi pandemica ha messo a dura prova anche l’aspetto di tenuta fisica”, racconta Enzo Cacio, capo del settore infermieristico dell’Ospedale regionale di Locarno La Carità, intervistato da Radio3i. “Grazie però a uno spirito di squadra che definisco eccezionale anche questi momenti sono stati superati”.

Oltre un anno durante il quale anche medici, ospedali e infermieri ticinesi hanno imparato a conoscere la malattia che ha messo in ginocchio il mondo. “Sono passati quattordici mesi, a oggi il Covid rappresenta una malattia non più sconosciuta. Una malattia che possiamo trattare e che possiamo prevenire rispettando tutte le misure di prevenzione e di igiene. Diciamo che stiamo andando nel vedere la malattia Covid come una malattia che è trasmessa da un virus come gli altri”, spiega Cacio.

E di fronte la tragedia della pandemia, Cacio vede anche il lato positivo, avendo potuto vedere “la professionalità e la competenza di tutto il personale curante, che tra l’altro arrivava anche da altre sedi dell’Ente ospedaliero cantonale, che ha saputo dare veramente il massimo nella presa a carico dei pazienti e dei famigliari”.

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