
La raffineria di metalli preziosi di Castel San Pietro ha sottoscritto un accordo con la Confederazione relativo all’implementazione di misure per ridurre le emissioni di anidride carbonica (CO2). L’impegno che l’azienda profonde nella tutela dell’ambiente è testimoniato da diversi interventi che nel corso degli ultimi anni si sono susseguiti.
Tra i provvedimenti intrapresi di recente, è possibile annoverare l’installazione di due sonde che rilevano in continuo la qualità dell’aria emessa nell’atmosfera, e di un impianto PLC (controllore logico programmabile) volto ad agevolare il lavoro dell’acquedotto consortile. Inoltre, un progetto per incentivare i collaboratori alla condivisione dell’auto ha portato in breve tempo risultati incoraggianti, e ha consentito una riduzione sensibile del numero di auto in arrivo.
In ambito energetico, l’azienda si è concentrata su una gestione efficiente dell’energia in entrata (ad esempio normalizzandola tra il giorno e la notte per ridurne la dispersione) e sulla sostenibilità del suo mix, che si è sposato sempre più verso l’energia elettrica, ossia la fonte che consente una limitata emissione di anidride carbonica. Sempre a tale proposito lo scorso anno la raffineria di metalli preziosi ha siglato un contratto per la fornitura di energia esclusivamente prodotta in svizzera da fonti rinnovabili (nello specifico energia idroelettrica).
È in questo contesto che si inserisce anche il progetto che sta per essere implementato: attraverso numerosi interventi tecnici, PAMP otterrà da un lato una maggiore efficienza energetica ed un risparmio sui consumi, dall’altro sarà in grado di ridurre sensibilmente le emissioni dirette e indirette di anidride carbonica (CO2). A seguito di un’analisi energetica svolta da un consulente riconosciuto dalla Confederazione, sono stati definiti degli obiettivi e l’azienda di Castel San Pietro ha siglato un accordo con la Confederazione stessa vincolante per 5 anni, a cui fa seguito un monitoraggio annuale per la verifica dei progressi. In concreto nell’arco di due anni una pompa di calore sostituirà alcuni degli attuali dispositivi di riscaldamento e raffreddamento: questo impianto, che consente di “riciclare” il calore prodotto tramite le macchine del caldo e del freddo (usate ad esempio per raffreddare un impianto o riscaldare un ambiente di lavoro), permetterà di evitare inutili dispersioni e consentirà di sfruttare in maniera più efficiente tutta l’energia impiegata.
Un approccio strutturato con evidenti benefici per l’ambiente, in tempi brevi: non utilizzando più combustibili liquidi e limitando l’uso dei combustibili gassosi, non si ridurranno solo le emissioni di anidride carbonica che minacciano la nostra atmosfera, ma si elimineranno anche i rischi derivati dal trasporto e dallo stoccaggio di questi materiali.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

