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Ticino
"La pallavolo continuerà"
Redazione
12 anni fa
Davide Enderlin parla a ruota libera in una lunga intervista a Radio3i sugli eventi lasciati in sospeso a Lugano e sulla sua esperienza in carcere

"Per non arrecare danno al partito e per non andare contro il mandato datomi dagli elettori, ho dichiarato che se non potevo essere presente alla seduta del consiglio comunale del 17 ottorbe, avrei rassegnato con effetto immediato le mie dimissioni come consigliere comunale. Poi il partito è uscito con il suo comunicato stampa, che non ho assolutamente gradito. Da qui la decisione di dimettermi dal partito. Ho semplicemente preso un'altra decisione in virtù di quello che ha detto il partito". Così Davide Enderlin tiene a precisare le ultime vicissitudini in casa PLR, in seguito alle quali ha deciso di continuare la sua attività politica come indipendente. In una lunga intervista, raccolta dai colleghi di Radio3i, l'imprenditore luganese si confessa e racconta i suoi ultimi mesi passati in prigione, la presunta truffa nel quale è stato coinvolto, fino agli eventi che lo riguardano da vicino, dalla società di Pallavolo Lugano, di cui è ancora presidente, alla manifestazione comica LuganoRide, fino al suo futuro ritorno in Ticino. 

È un fiume in piena Davide Enderlin e durante il suo discorso sottolinea più volte il suo stato d'innocenza. 

"Non credo che il partito possa mettersi a fare il giudice, ci sono le sedi competenti per questo. Siamo in una situazione in cui non c'è neppure il rinvio a giudizio. Dopo neanche 4 mesi sono in una situazione di assoluta libertà a Como. Non posso tornare in Svizzera semplicemente perché sono cittadino elvetico e temono di non potermi più sentire se dovessi rientrare. Non ci sono le condizioni per puntare il dito in questa situazione. Perché lo dice la legge, non perché lo dice Davide Enderlin". 

Il capogruppo in consiglio comunale Roberto Badaracco ha dichiarato quest'oggi sempre a Radio 3i che "se fossi Davide Enderlin farei il contrario, ossia lascerei il consiglio comunale ma non il partito". Si capisce che non è cosi per lei.

"Badaracco è un amico, ci siamo parlati" continua Enderlin. "La problematica reale è che ognuno parla per opportunità. Vorrei che non uscisse il messaggio che Davide Enderlin è attaccato alla sedia del consiglio comunale di Lugano. Non è un discorso economico ma un discorso di ruolo. Ci tengo alla mia città, ho sempre fatto tante cose e sono entrato in consiglio comunale proprio per questo. Non è una questione di opportunità di sedia, è una questione di principio". 

Poi Enderlin si sofferma sulla sua esperienza in carcere: "Ho passato 50 giorni di carcere a Marassi. Un'esperienza di vita incredibile, durissima sotto tutti i punti di vista. Conosci delle persone che è difficile descrivere. C'erano persone in carcere che non avevano soldi per chiamare l'avvocato, che dovevano affrontare situazioni veramente dure. Paradossalmente in carcere mi son sentito un privilegiato per certi motivi, soprattutto vedendo certe situazioni. Ho cercato di vivere al meglio questa avventura pazzesca, fuori dalle orbite. Certo nella mia innocenza mi sono un po' comportato come quando si va al luna park sull'ottovolante, quello più ripido, dicendo "tanto prima o poi deve finire".

L'imprenditore luganese torna poi a parlare di quello che ha lasciato in sospeso a Lugano. La pallavolo, di cui è presidente, continuerà, assicura. "Il Lugano farà la sua stagione e gioca la Champions League. Il bugdet sarà un po' ridotto ma abbiamo appena saputo di un nuovo sponsor interessato e la città continuerà con la sua collaborazione. Abbiamo creato una struttura sana che quest'anno conta 60 ragazzi. Quando ero partito come presidente all'epoca non esisteva un settore giovanile. Come tutte le associazioni sportive, c'è qualcosa da sistemare ma sono cose fattibili in tempi molto brevi. La società va comunque avanti tranquilla con le sue realtà".

Per quanto riguara il festival della comicità LuganoRide, che si sarebbe dovuto tenere a luglio 2014, è stato posticipato più volte e quest'anno non ha mai trovato una data definitiva. Ma la manifestazione, assicura ancora Enderlin, "riprende sicuramente l'anno prossimo perché è un evento piacevole a cui la Città tiene".

Il 22 novembre prossimo scade il termine dell'indagine e i magistrati dovranno prendere una presa di posizione. Nel frattempo Enderlin fa sapere che "continueremo a portare avanti la richiesta di poter rientrare in Svizzera". 

Ascolta l'intervista integrale di Radio 3i nell'audio allegato. 

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