
Sono numerosi i locali notturni che oggi rimarranno chiusi per la giornata di lutto nazionale. “Ci sembrava il minimo”, racconta un gestore. E sul possibile inasprimento delle norme di sicurezza dice: “Trovo che sia giusto e che valga per tutti”. Proprio il Seven di Lugano sarà tra i locali che rimarranno chiusi domani, unendosi alla giornata di lutto nazionale, così come altri locali notturni del Cantone. Una scelta sposata anche dal Temus di Agno. Sentiamo il direttore Mirko Jemini.
La notte ticinese si ferma
Molti locali notturni della svizzera italiana hanno deciso di non aprire nella giornata di lutto nazionale. “Ci sembrava il minimo. Quando abbiamo saputo del lutto nazionale decretato, la prima scelta è stata quella di tenere chiuso”, ci spiega Mirko Jemini, direttore del Temus di Agno. Mondo della notte che, suo malgrado, si trova al centro delle discussioni dopo la tragedia e ne è molto colpito: “Fa molto male, faccio questo lavoro da più di trent’anni, lo facciamo con passione, con amore”, ci racconta. Un settore in cui le persone pagano per divertirsi, ma non solo: “Il pubblico paga per venire a divertirsi ed è giusto che lo possa fare in sicurezza, questa volta purtroppo non è andata così”, spiega Jemini.
“È giusto che le regole siano più severe”
Il Temus di Agno è appena stato sottoposto a una perizia antiincendio in seguito a un ampliamento, ci racconta Jemini, che non è contrario a un inasprimento delle norme, come chiedono in molti. “Trovo che sia una cosa giusta e per tutti. Più che altro credo che ognuno debba fare il suo: la sala da ballo deve fare la sala da ballo, il bar deve fare il bar e il ristorante deve fare il ristorante”.

