
A concorere per il posto lasciato libero da Burkhalter, oltre al ticinese Ignazio Cassis ci sarà anche un'agguerrita Isabelle Moret, consigliera nazionale vodese.
In un'intervista rilasciata al Caffé, la Moret ha voluto rimandare al mittente le accuse di lobbismo. La parlamentare riceve un compenso in qualità di presidente dell'associazione H. "Lo stesso direttore generale dell'EOC Giorgio Pellanda è membro del comitato. Il nostro obiettivo con H è che tutti in Svizzera possano avere un accesso rapido alle cure ospedialiere", si difende.
Le sue battaglie in ambito sanitario? "Diminuire i costi della salute. Due misure concrete, tra le altre: una migliore sorveglianza dei prezzi dei medicamenti e quando è possibile operare in ambulatorio piuttosto che nello stazionario".
La Moret si definisce poi "la non-italofona che più si è battuta per gli italofoni". Oltre ad aver proposto un Consiglio federale a nove membri, "nel quadro dell’attuazione dell’iniziativa sull’immigrazione di massa sono inoltre riuscita a introdurre una clausola regionale, grazie alla quale i cantoni possono adottare misure differenti. La situazione dei cantoni di frontiera come il Ticino, o Vaud, è infatti differente da quella dei cantoni della Svizzera centrale".
La consigliera nazionale vodese afferma infine di conoscere bene il Ticino, "lo visito più volte all'anno da quando sono piccola. La mia famiglia, sparpagliata in tutta la Svizzera, si ritrova infatti a Caslano".
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