
Le precipitazioni di queste ore dovrebbero tramutarsi in neve in alta montagna. Stando alle previsioni di MeteoSvizzera il limite delle nevicate è situato tra i 1000-1200 metri. Una manna dal cielo che potrà dare un po’ di sollievo alle stazioni sciistiche ticinesi e svizzere, confrontate questo inverno con temperature miti e scarsa materia bianca. Le immagini della Svizzera con prati verdi, attraversate da strette strisce di neve, hanno infatti fatto il giro del mondo.
C’è potenziale per l’innevamento artificiale
Gli esperti del settore non stanno comunque con le mani in mano ed escogitano strategie per il futuro. Hanno fatto per esempio discutere le affermazioni di Martin Hofer, direttore commerciale della filiale elvetica di Tecnoalpin (società con sede a Bolzano, leader mondiale nella produzione di impianti di innevamento), secondo cui la Svizzera è in ritardo sul fronte dell’innevamento artificiale. “La Svizzera ha ancora un enorme potenziale tecnico in questo campo”, ha affermato l’esperto, secondo cui si tratta di soldi spesi bene. Per Hofer senza innevamento artificiale in molti luoghi non ci sarebbe infatti più turismo sciistico: “Se non c’è neve, è finita”, ha messo in guardia.
“Senza i cannoni da neve, non avremmo aperto”
Le sue affermazioni sono condivise da Denis Vanbianchi, direttore degli impianti sciistici di Campo Blenio, secondo cui c’è ancora potenziale. “Alcune stazioni della Svizzera interna sono molto avanti, in Ticino siamo ancora indietro per quanto riguarda l'innevamento programmato”, spiega ai microfoni di Ticinonews. “È anche vero che non sempre si riesce ad avere un'unità di intenti e visioni in Ticino. Campo Blenio è una realtà vissuta solo grazie all’impianto di innevamento programmato. Se non avessimo avuto i cannoni da neve, non avremmo aperto”.
Il ruolo del Cantone
Rinnovare gli impianti ha comunque un costo. In questo contesto il Cantone dà una mano? “Il Cantone è disposto ad aiutarci, ma entra in campo il tema legato agli impianti di risalita, quindi alla destagionalizzazione”, spiega ancora Vanbianchi. “C’è un sostegno unicamente se assieme a un progetto invernale ce ne sono altri per le restanti stagioni”.
L’approvvigionamento energetico
Oltre ai costi economici, l'innevamento artificiale ha anche un impatto ambientale, per esempio per quanto riguarda l’uso di acqua e di energia. "Si spende in corrente elettrica, ci sono le pompe e i bacini d'accumulazione d'acqua”, spiega Vanbianchi. “È un costo, ma bisogna pensare a quello che genera”, precisa il direttore. C’è però anche il problema legato alla penuria d’acqua, che soprattutto quest’anno è balzata agli onori di cronaca. “Non tutti gli impianti sono uguali e per quanto riguarda la nostra situazione, a Campo Blenio abbiamo la fortuna di avere acqua”, prosegue Vanbianchi. “Attualmente non possiamo immagazzinarne abbastanza, per cui stiamo affinando un progetto per fare in modo che in momenti di punta, quando c'è il freddo, riusciamo a innevare sufficientemente. Questo ci permetterebbe anche di risparmiare energia elettrica. Se riusciamo a innevare tanto, ci basterà per buona parte della stagione “.

