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Ticino
La nafta costa meno in Italia?
Redazione
15 anni fa
Alcuni ticinesi hanno deciso di acquistare il gasolio da riscaldamento in Italia. Conviene?

La vicenda della truffa del gasolio importato dall’Italia e che ha visto protagonisti in negativo dei clienti ticinesi fa sorgere una domanda spontanea: oltre alla carne e agli alcolici, conviene comperare in Italia anche il gasolio da riscaldamento?Sembrerebbe proprio di no. Questo in quanto il prezzo al litro del gasolio da riscaldamento in Italia, come ci ha detto un operatore comasco, è di 1.35 euro a litro. Lo stesso prodotto comperato in Svizzera costerebbe, secondo un operatore svizzero, 1.05 franchi, ossia 0.80 centesimi di euro.Quindi una differenza sostanziale, che, come da sempre, porterebbe a pensare che tutto quel che concerne gli oli combustibili sia molto più interessante acquistarli in Svizzera che non in Italia.Ma se però alcuni ticinesi hanno deciso di comperarlo in Italia un motivo c’è: il combustibile da riscaldamento italiano è gravato prima di tutto da un IVA al 20% ed inoltre dalle accise (tasse sui prodotti di consumo) che per il gasolio ammontano, dato al 1. gennaio 2011, a 0.4230 centesimi di euro al litro.Facendo due calcoli, e visto che per l’esportazione vengono a cadere tutte le imposte nazionali, come confermatoci da un funzionario delle dogane svizzere, l’1.35 centesimi al litro diventa, circa uno 0.70. Chiaramente bisogna calcolare l’IVA svizzera, passata dal 1. gennaio all’8%, ma la convenienza rimane. Un risparmio di 13 centesimi di franco, che, moltiplicato per un tank di 4000 litri vuol dire un risparmio di circa 500 franchi. Mettiamoci l’euro debole, ed il gioco è fatto. Allettante come prospettiva, non c'é che dire. Quindi tutti a far la spesa di combustibile in Italia, come i ticinesi protagonisti della truffa? No, non é il caso. Bisogna infatti specificare alcune cose:

é vero che il privato può comperare il gasolio in Italia, ma dovrebbe essere in possesso di uno speciale permesso della Carbura (www.carbura.ch) la quale è un’associazione di diritto privato i cui statuti vengono approvati dalla Confederazione e che dipendono dall’alta vigilanza dell’Ufficio federale per l’approvvigionamento economico del paese. E questo permesso ha dei costi, i quali possono essere ammortizzati solo tramite l'importazione di milioni di litri.

 

Aggiungiamo anche che la Carbura impone la costituzione di scorte obbligatorie oltre a quanto acquistato. Quindi bisogna tener conto dei costi derivanti dallo stoccaggio di queste scorte.E se oltre a tutto questo aggiungiamo il fatto che bisogna pagare balzelli vari legati all'importazione di combustibile, che vanno ad aggiungersi all'IVA dell'8%, ecco che il margine di 13 centesimi viene rapidamente eroso da tutte queste condizioni.

Quindi niente gasolio a buon mercato. Con buona pace di tutti.

MM

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