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Ticino
La morte di Gheddafi vista dal Ticino
Redazione
15 anni fa
Dopo l'annunciata morte di Gheddafi, l'opinione di Erminio Ferrari, Osvaldo Migotto e Gregorio Schira, esperti di politica estera

La morte non è ancora confermata ufficialmente, ma tutti gli elementi portano a questa conclusione. Muhammar Gheddafi è stato ucciso a Sirte, sua città natale e ultima roccaforte del regime libico. Le prime notizie lo davano solo ferito, ma da più fonti giungono le conferme che il Raìs sia morto durante il trasporto a Mesurata.Con la morte del Colonnello ora per la Libia si aprono nuovi scenari. Quali siano lo abbiamo chiesto a Erminio Ferrari, responsabile degli esteri de La Regione, Osvaldo Migotto, responsabile esteri del Corriere del Ticino e Gregorio Schira responsabile esteri del Giornale del Popolo.“Gheddafi era già fuori dai giochi. Naturalmente un Gheddafi in vita era destabilizzante. La sua morte è risolutiva per certi versi. Ora il Comitato Nazionale di Transizione può impostare il futuro del paese” ci dice Ferrari.Per Migotto invece "bisogna rimanere cauti. La NATO ha detto che ridurrà i bombardamenti, ma credo che questa, che oramai è diventata una guerriglia, potrebbe continuare per qualche tempo. La morte di Gheddafi non è certa. Abbiamo già assistito a situazioni del genere, con conferme e smentite da più parti".Dal canto suo Schira dice che "si è chiusa una guerra, ma rischia di aprirsene un'altra in quanto il CNT non fa l'unanimità. Vorrei sottolineare due cose: la prima è che Gheddafi ha mantenuto la sua parola di morire in Libia, come aveva sempre detto, ed inoltre, cosa importante, si è usata una risoluzione ONU che chiedeva una no-fly zone per abbattere un dittatore. Si è creato un precedente".La morte di Gheddafi non riguarda solo la Libia. Il Medio Oriente e il Maghreb sono attraversati da avvenimenti che si possono definire storici, con la caduta dei dittatori, come nel caso di Egitto e Tunisia e ora Libia, oppure, come nel caso della Siria, con le rivolte popolari sempre più pressanti.Da questo punto di vista cosa significa la morte di Gheddafi?  “Nel Medio Oriente il suo ruolo era molto incerto. Da sponsor del terrorismo era passato ad esserne nemico. La sua morte apre spazi a formazioni vicine ad Al Qaida” dice Ferrari.Per Migotto invece "si tende a generalizzare quello che sta succedendo in questi paesi, ma ogni rivolta ha una sua storia. Bisogna quindi valutare quanto succede paese per paese".Per Schira la figura di Gheddafi "non era più una figura forte. Indubbiamente lo è stata. Ha creato l'Unione Africana ed ha aiutato moltissimi paesi economicamente. Non vedo comunque un particolare pericolo dal punto di vista di averne fatto un martire agli occhi degli altri paesi".MM

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