
"C'è una bellezza in ogni angolo e anche chi non è portato ad essere un escursionista può trovare qualcosa di bello. Quando raggiungo una vetta il primo pensiero che mi passa per la testa è di ringraziamento per la montagna, perché ho la consapevolezza di aver portato rispetto alla montagna, di aver portato rispetto a me stesso e di ringraziare chi mi ha concesso la possibilità di raggiungere l'obiettivo".
Nelle parole di Enea Solari, della Federazione Alpinistica Ticinese, si avverte tutta la passione di un amante della montagna e la consapevolezza che le vette, le rocce e i pendii hanno ritmi e logiche diverse dalle nostre e vanno affrontate con coscienza. Si stima che 2 milioni e mezzo di svizzeri pratichino escursioni, un numero altissimo come lo è quello degli infortuni: circa 20mila all’anno.
In Ticino dal 2016 20 persone hanno perso la vita, l’ultimo di questa triste lista è un 67enne italiano ritrovato sul Monte Generoso lunedì notte. Malgrado queste notizie e queste cifre la montagna non smette di affascinare e il Cantone oggi ha voluto rinnovare i consigli per chi vuole affrontare le Alpi ticinesi.Tutte le informazioni si trovano sul sito montagne-sicure, c’è poi l’esperienza diretta di chi la montagna la vive con passione…
"La montagna comporta rispetto perché bisogna conoscerla - continua Solari - bisogna approcciarsi con le dovute cognizioni, le consapevolezze proprie delle capacità, la preparazione del materiale tecnico e dei percorsi che vogliono essere fatti e capire le capacità e i limiti del gruppo con cui si va in montagna".
Con le sue due colonne di soccorso la Federazione Alpinistica Ticinese interviene in caso d’infortuni in montagna, infortuni spesso gravissimi. "Lì ci si trova confrontati, a volte, con degli escursionisti che hanno abbandonato il sentiero. Vuoi perché, magari pensando di conoscere il sentiero, si trovano davanti un punto critico e pensano che magari poi si ricongiunge con qualcosa di più accessibile. Si persiste nell'essere fuori e da lì poi succede l'irreparabile".
Per evitare questi scenari il consiglio principale resta quello di affrontare anche la cima meno insidiosa con la giusta cognizione di causa.
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