
La Camera dei ricorsi penale del Tribunale d’appello (Crp) ha deciso: Virginia Zoppi, la moglie del “Corvo”, sarà risarcita. La cifra, si legge oggi sulla Regione, sarà di circa 20mila franchi. Alberto Zoppi, noto come il “Corvo”, era giurista per l’allora Dipartimento istruzione e cultura ed era stato condannato nel 2008 per ripetuta violazione del segreto d’ufficio e denuncia mendace per aver spedito nel 2000 delle lettere anonime con le quali fece planare il sospetto di corruzione in seno all’Amministrazione cantonale ed in particolare negli uffici preposti al rilascio dei permessi di domicilio e di lavoro. Ora la Crp ha “parzialmente accolto” l’istanza presentata da Virginia Zoppi di indennità per ingiusto procedimento. La donna, era stata inizialmente riconosciuta colpevole del reato di complicità nella violazione del segreto d’ufficio. La Crp ha però rifiutato la richiesta di oltre 90mila franchi per la perdita di guadagno. La pretesa, si legge, “è manifestamente sproporzionata rispetto all’imputazione. (…) in nessun modo la donna ha provato che il tempo impiegato per preparar la sua difesa le abbia impedito di svolgere la sua attività di consulente legale”.
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