
Spiacevole disavventura quella occorsa a una nostra lettrice. Come già accaduto anche al deputato socialista Henrik Bang, la ragazza ha dovuto rivolgersi al servizio di assistenza di EasyJet, e qui sono iniziati i problemi.
O meglio, i problemi erano iniziati già nel mese di luglio. Le agognate vacanze, destinazione Ibiza. “Dovevamo partire con il Volo EasyJet delle 20:30, ma appena partiti dal Ticino direzione Malpensa l’app della compagnia ci avvisava che il volo sarebbe stato in ritardo”.
Arrivati a Malpensa il volo viene ulteriormente ritardato (“da qui via con decorrenza di 30/60 minuti”) e la partenza slitta sempre di più, finché, attorno alla mezzanotte, arriva la notizia che il velivolo è finalmente arrivato.
Arrivati al gate, la ragazza e i suoi amici iniziano le procedure di imbarco, dopo nemmeno un’ora ecco l’amara sorpresa: “All’1:00 del mattino microfono in mano e il personale di terra comunica che il volo è stato cancellato”.
“Ci hanno lasciati con una persona del loro personale a gestire 180 passeggeri: ci hanno detto che il volo sarebbe stato ritabulato il giorno seguente alle 15:00. Non poteva partire perché il personale sforava le ore di lavoro...”
I passeggeri vengono indirizzati al Check-in del Terminal 2, dove vengono informati che il volo previsto per l’indomani sarebbe in realtà partito per Londra. “Inoltre ci dicono che non partiremo sabato perché dalle 10.00 alle 18.00 a Malpensa ci sarà sciopero, ci propongono dei voli di domenica (uno con ancora 11 posti e un secondo con 8 disponibilità). Le altre 161 persone sarebbero partite ‘forse’ il lunedì. A questo punto parte la gara alla riservazione dei posti disponibili e nel giro di 10 minuti i 19 posti disponibili per domenica non c'erano più”.
I passeggeri vengono indirizzati al Terminal 1 di Malpensa, dove ci sarebbe stata una biglietteria aperta per poter acquistare un biglietto con un’altra compagnia (“Easyjet avrebbe rimborsato le spese supplementari”).
A questo punto la vicenda assume toni fantozziani: i passeggeri si recano al Terminal 2 con un bus navetta, per scoprire che la biglietteria era in realtà chiusa. Scoraggiati tornano al Terminal 2 per farsi assegnare un albergo. “Il ragazzo ci dice che è tardi, le camere sono già state assegnate. Avremmo dovuto arrangiarci e poi mandare tutti gli scontrini per i relativi rimborsi tramite e-mail al servizio clienti EasyJet”.
I ragazzi ripiegano su Lugano, con un primo volo per Ginevra e un secondo per Ibiza.
A questo punto parte un lungo tira e molla con il servizio clienti EasyJet per richiedere il rimborso del biglietto pagato e il risarcimento delle spese.
“Ma da luglio ad oggi non è arrivata nessuna risposta”, ci dice la nostra lettrice. “Il 19 agosto ci comunicano che il rimborso era stato accettato per un ammontare di 1000 Euro e sarebbe arrivato in massimo 7 giorni lavorativi.”
“Sono stufa e arrabbiata - si sfoga la ragazza – Durante un colloquio un colloquio telefonico con il servizio mi sono sentita dire, ridendo, che Semione è in Italia che non è stato corretto da parte mia far figurare 130 km nel rimborso spese. Gli ho spiegato che Semione è in Ticino e loro insinuavano che fosse sul lago di Garda (Sirmione, ndr)”.
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