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Ticino
"La Marine Le Pen del Ticino"
Redazione
11 anni fa
Il quotidiano francese Le Monde pubblica un reportage sulla "Svizzera italiana che stigmatizza i lavoratori frontalieri"

Anche il prestigioso Le Monde si interessa al tema dei lavoratori italiani che ogni giorni varcano il confine per venire a lavorare in Ticino.

Sulla sua edizione di ieri, il quotidiano francese ha pubblicato un reportage intitolato "La Svizzera italiana stigmatizza i suoi lavoratori frontalieri", frutto dell'inchiesta svolta in Ticino dall'inviata speciale Marie Maurisse.

Un reportage che forse a noi ticinesi non dice nulla di nuovo, ma che offre interessanti spunti di riflessione sull'immagine che i nostri piccoli conflitti transfrontalieri possono dare all'estero.

Le Monde inizia il suo viaggio ticinese da Claro, "un piccolo comune che per molto tempo è stato conosciuto solo per la quiete dei suoi sentieri pedestri situati sulle cime circostanti".

Il tema è ovviamente il bollino a favore delle imprese che impiegano personale residente, "un'iniziativa che in Italia ha fatto gridare all'apartheid ed è stata comparata con i cartelli antisemiti del regime nazista", spiega il quotidiano francese. "Ma in Ticino, dove più di un salariato su quattro arriva ogni giorno dalla vicina Italia, questa iniziativa non ha sollevato alcuna protesta" si legge. "Anzi, il Parlamento cantonale sta addirittura studiando una generalizzazione del sistema."

Le Monde parla di "banalizzazione del sentimento anti-frontalieri" da quanto è entrata in vigore la libera circolazione, nel 2002, con il conseguente forte aumento di lavoratori provenienti da oltre confine. "Ormai prendono i lavori dei ticinesi anche nelle banche, negli studi degli avvocati o nelle associazioni sportive" afferma l'UDC Marco Chiesa ("Marco Chiese", secondo Le Monde).

L'articolo abborda poi il tema del 9 febbraio 2014, il momento in cui il Ticino ha espresso tutto il proprio malcontento nei confronti della libera circolazione. "E visto che il Consiglio federale tarda ad applicare il testo" scrive Le Monde, "il Ticino ha deciso di giocare d'anticipo, adottando diverse misure restrittive, come l'aumento delle imposte dei frontalieri o la richiesta di presentare l'estratto del casellario giudiziale per ottenere un permesso di lavoro. Nell'amministrazione cantonale, poi, i posti sono assegnati prioritariamente ai residenti ticinesi."

Secondo Le Monde, si assiste a una vera e propria escalation, fatta pure di provocazioni che fanno arrabbiare l'Italia: "il ministro Claudio Zali vuole ora persino tassare i frontalieri che vengono a raccogliere funghi in Svizzera".

Si legge poi che a fine luglio l'eurodeputata italiana Lara Comi ha dichiarato di voler denunciare il Ticino alla Corte europea di giustizia. "Ciò non basta a turbare Roberta Pantani, colei che viene chiamata la Marine Le Pen del Ticino, che ci riceve nel suo ufficio di Chiasso: il Ticino è il primo datore di lavoro in Lombardia, afferma Pantani sorridendo, dunque l'Italia non può permettersi di arrabbiarsi con noi. In quanto a Bruxelles, può pensare ciò che vuole..."

Le Monde cita poi alcune azioni commerciali a favore dei residenti, come quella dello sconto del 30% per le targhe ticinesi al Burger King di Coldrerio.

"Ma sono rari i frontalieri che osano lamentarsi" conclude il quotidiano francese, dando voce a una 32enne comasca che lavora come commessa al Fox Town di Mendrisio: "Se la Svizzera vuole dare la priorità ai suoi cittadini, ne ha diritto. Io non posso giudicarla."

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