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La maggior parte dei cani sequestrati ha trovato un padrone
La maggior parte dei cani sequestrati ha trovato un padrone
La maggior parte dei cani sequestrati ha trovato un padrone
Redazione
8 anni fa
Il Governo ha risposto alla duplice interpellanza di Patrizia Ramsauer. Un animale è stato soppresso

Ad oggi la maggior parte dei cani sequestrati nel settembre scorso in un appartamento di Pregassona e a dicembre in un appartamento di Locarno ha trovato un nuovo proprietario. Lo ha confermato il Consiglio di Stato rispondendo a una duplice interpellanza della deputata Patriza Ramsauer.

I due interventi, ha chiarito il Governo, non sono stati pianificati e hanno richiesto una decisione rapida in base a informazioni frammentarie che indicavano la presenza di parecchi cani. Pertanto è stato chiesto l’intervento della Società protezione animali di Bellinzona (SPAB) poiché in quel frangente era l’unica in grado di intervenire in modo rapido per assicurare il trasporto di un numero elevato di animali. I cani, dopo la visita veterinaria, sono stati affidati alle cure di più società per la protezione di animali. Diversi animali mostravano patologie di varia entità e sono stati di conseguenza curati. Solo un giovane animale che presentava gravi lesioni non curabili ha dovuto essere soppresso.

In generale, per eseguire le decisioni amministrative, l’Ufficio del veterinario cantonale (UVC) chiede la collaborazione della Polizia. Inoltre a dipendenza del numero e della specie di animali si rivolge a una società protezione animali o a un commerciante di animali nel caso di animali da reddito.

Dopo il sequestro, gli animali sono visitati da un veterinario per accertarne lo stato di salute ed eventuali patologie pregresse e in seguito impostare le cure necessarie. Le cure, o nel caso di patologie non curabili il ricorso all’eutanasia, sono sempre concordate con l’UVC. Di norma la società protezione animali o il commerciante che ha eseguito l’intervento assume la responsabilità della gestione degli animali fino a conclusione dell’iter amministrativo.

Cresciuta in giudicato la decisione amministrativa o se il proprietario rinuncia spontaneamente alla proprietà degli animali, gli stessi sono ceduti alle società protezione degli animali che si occupano in seguito di trovare dei nuovi detentori in grado di assicurare una tenuta conforme, sia per gli aspetti gestionali sia per gli aspetti strutturali. In caso di dubbio interviene l’UVC con una decisione. Per i cani appartenenti alle 30 razze soggette a restrizioni è evidente che il nuovo detentore deve essere in possesso dell’autorizzazione. Nel caso di animali da reddito questi sono venduti e il ricavato, dedotte le spese, spetta per legge all’ex proprietario. L’UVC è quindi evidentemente sempre informato sulla destinazione degli animali.

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