
Galoppinaggio alla AIL? Era stato il nostro portale, due giorni fa, a segnalare come ai dipendenti fossero stati indicati dei candidati da votare.
Ovviamente, il caso non poteva non suscitare reazioni: un'interpellanza da parte di Raoul Ghisletta, la richiesta di Tiziano Galeazzi di spiegazioni al presidente, una presa di posizione di PPD e GG.
Oggi, dalle colonne del CdT, il presidente Andrea Prati ha preferito non commentare la polemica. "Non la capisco. Quanto alla lettera, è già stato fatto in passato e l'obiettivo non era sostenere un gruppo politico". Le persone citate "si confrontano regolarmente con le questoni energetiche", sono dunque "in grado di rappresentare gli interessi dell'AIL nelle istituzioni. I candidati sono questi, non potevamo inventarne altri".
La replica non è piaciuta a Marco Chiesa (nella foto), candidato al Gran Consiglio per l'UDC, che sul suo profilo Facebook ha scritto che "se il Signor Prati non capisce perché il suo comportamento é scorretto, ingiustificabile e indegno non è al posto giusto."
"Prima che parlasse gli davo il beneficio del dubbio, mi sembrava giusto aspettare che si spiegasse in Consiglio comunale come da noi richiesto. Ora che si è espresso pubblicamente, la sua posizione é divenuta ridicola, un insulto all'intelligenza dei dipendenti delle AIL e dei cittadini luganesi. Ricordo poi che le AIL sono di proprietà della Città di Lugano, si tratta di un bene pubblico e come ben si sa non vi sono solo quei sei in lista + 1 dipendente delle AIL + il direttore dell'associazione elettricità Svizzera italiana" prosegue il suo post.
"La linea difensiva del direttore: "le persone che abbiamo citato sono colte" e ancora " i candidati sono questi, non potevamo inventarne altri", confermano che Prati, e chi lo sostiene, sono il peggior esempio delle mafietta in salsa ticinese. Quella che bisognerebbe estirpare e che qualcuno aveva promesso di farlo!", attacca senza mezzi termini Chiesa, che poi conclude dicendo di augurarsi "per la mia Città e per il Cantone di non dover incontrare troppi Andrea Prati, che non gode neppure di un briciolo della mia stima. E mi auguro pure che altre aziende comunali e cantonali si comportino con rispetto nei confronti di chi si mette a disposizione per il bene del Cantone, di qualsiasi partito si tratti. I Gran Consiglieri devono essere a disposizione dei ticinesi non degli Andrea Prati di turno!"
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