
Mafia in Ticino? Il Cantone, in collaborazione con la Confederazione, sta già controllando questo tipo di attività criminali. E' questa la risposta del Consiglio di Stato a Giorgio Fonio (PPD) e Boris Bignasca (Lega), i quali chiedevano l'istituzione di un gruppo di lavoro che coinvolga le differenti forze di polizia e la magistratura, sia cantonale che federale, nella lotta alle infiltrazioni mafiose.
Secondo il Governo, "esiste già un'intensa e quotidiana collaborazione tra le istituzioni di differenzi livelli, che permette già oggi un buon monitoraggio e un efficiente controllo del fenomeno, fornendo alle inchieste gli elementi per intervenire quando vi sono gli estremi per procedere".
Per il Consiglio di Stato le leggi federali impongono già misure efficaci per contrastare le infiltrazioni mafiose negli appalti pubblici, che peraltro saranno complementari alla revisione della Legge cantonale sulle commesse pubbliche che imporrà il divieto generalizzato di subappalto.
"La presenza in Ticino di persone coinvolte in organizzazioni criminali - spiega l'esecutivo cantonale - è stata evidenziata in singoli procedimenti penali, ciononostante non è ancora stato provato che nel nostro Cantone vi siano vere e proprie propaggini di tali organizzazioni volte a commettere reati sul nostro territorio. (...) Come ha avuto modo di affermare il Procuratore generale della Confederazione Michael Lauber durante una conferenza tenutasi a Lugano qualche mese fa, in Svizzera non c'è un'infiltrazione sistematica da parte di organizzazioni mafiose".
"Bisogna però, pure senza creare allarmismo, essere vigili", conclude il Consiglio di Stato.
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