
Sono passati esattamente due anni dall'interrogazione 'monstre' presentata dal consigliere comunale UDC Tiziano Galeazzi al Municipio di Lugano. Il tema, lo ricorderete, era il futuro di Lugano Airport. Ebbene, dopo 730 giorni l'atto parlamentare da ben 101 domande, inoltrato dopo il rinnovo del CdA di LASA e l'entrata del nuovo direttore dell'aeroporto, è rimasto inevaso. Comprensibile, ci sentiamo di dire, vista la mole di quesiti posti.
A suo tempo l'interrogazione da record aveva suscitato qualche malumore in particolare tra le fila del PLR. L'ex sindaco Giorgio Giudici l'aveva criticata per la sua lunghezza, la capogruppo PLR in Consiglio comunale Karin Valenzano Rossi aveva parlato di "campagna elettorale per il futuro" mentre l'organo di stampa del partito, Opinione Liberale, in un articolo intitolato "Tiziano, cosa vuoi fare da grande?" aveva ipotizzato un abuso di democrazia (vedi articoli suggeriti).
Sta di fatto che il gruppo UDC attende una risposta da parte dell'Esecutivo luganese anche se, nel frattempo, di acqua sotto i ponti ne è passata. Dai fallimenti di ben tre compagnie aeree - due delle quali (Darwin e Adria) operavano dallo scalo mentre una (SkyWork) aveva annunciato l'intenzione di ripristinare il volo da e per Ginevra - alla decisione di Swiss di rinunciare al collegamento per Zurigo.
"Ad oggi non abbiamo ancora ricevuto alcuna risposta - ha commentato Galeazzi - Bisogna ammettere che l'interrogazione in parte fu frutto di contatti e collaborazioni con persone vicine al mondo dell'aviazione e, essendo tecnica, ovviamente necessitava di tecnici nel dare le risposte. Va comunque ricordato che per la Legge organica comunale (LOC) le risposte ad un atto ufficiale avvengono entro 90 giorni".
Certo, i tempi cambiano ed è plausibile che molte domande non siano più attuali. "Diciamo che visto quanto successo da fine 2017 ad oggi molte, ma non tutte, sono state superate dai nefasti eventi. A quel tempo però non pensavamo proprio che accadesse tutto quanto è capitato fino ad oggi. In alcuni eventi però avevamo visto giusto. Da una breve lettura del testo, direi che almeno 60 domande su 101 sono ancora attuali".
Una domanda, però, resta la più attuale senza per forza essere contenuta in un atto parlamentare, ed è: l'aeroporto ha ancora un futuro? "Proprio ieri sera ci siamo chinati, quali consiglieri comunali e gruppo parlamentare, sulla questione LASA - ha spiegato Galeazzi - Qualche linea in comune l'abbiamo trovata anche perché vorremmo avere una visione la più condivisa possibile. Questo perché crediamo che alla popolazione vada data un’informazione partitica chiara e lineare. Ci stiamo ancora lavorando, anche perché vorremmo contribuire ai rapporti che usciranno dalle Commissioni della Gestione cantonale e comunale. Ovviamente vi sarà anche una parte critica su quanto successo fino ad oggi, ma sarà espresso al momento giusto".
"Vorremmo anche poter contribuire a realizzare la soluzione migliore che si possa trovare, affinché non venga raso al suolo tutto e si faccia un campo di patate. Detto questo, l'orientamento a un'aviazione privata piuttosto che sperare ancora in quella commerciale di linea, è lo scenario più plausibile. Se ci fosse nel contempo un miracolo 'contrario', cioè una compagnia che volesse e potesse riprendere i voli di linea, sarebbe tanto di guadagnato. Ma, stando alle ultime notizie di questi giorni da parte di Swiss, all'orizzonte non si vedono grandi possibilità in questo senso..."
"Comunque la mia opinione sull'intero tema la esprimerò al momento opportuno e nelle sedi opportune, sia a Bellinzona che a Lugano - conclude Galeazzi - Ripeto, sarà a titolo personale. Sicuramente inizierò con il dire: 'Ve l'avevo detto ma...'".
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