
Durante la sua prossima seduta, in agenda lunedì 3 ottobre, il Consiglio comunale di Losone tornerà a chinarsi su un tribolato dossier che ha già fatto scorrere fiumi e fiumi di inchiostro.
Si tratta, come riferisce il Corriere del Ticino, della domanda di naturalizzazione presentata da Kaja Tomic, madre di Marko, uno dei giovani condannati per l'omicidio di Damiano Tamagni avvenuto nel febbraio 2008 a Locarno.
La richiesta della 56enne croata era stata bocciata nel maggio 2015, quando in occasione dello scrutinio segreto tenutosi nel Legislativo avevano prevalso i voti di coloro che la ritenevano "troppo arrogante" e "non sufficientemente pentita di quanto fatto dal figlio". Inoltre era stato fatto notare che la donna lavora solo d'estate, mentre nei mesi freddi percepisce la disoccupazione (vedi articoli suggeriti).
Il Consiglio di Stato aveva però in seguito parzialmente accolto il ricorso presentato dalla donna, tramite l'avvocato Yasar Ravi, contro la decisione del Consiglio comunale di Losone.
E quindi ora, dopo un'ulteriore audizione della signora Tomic, il Consiglio comunale è chiamato a esprimersi nuovamente sulla richiesta. Il messaggio municipale, redatto ancora nel corso della scorsa legislatura, propone di negare l'attinenza comunale alla donna: sarà però il Legislativo a decidere quale esito dare alla richiesta di naturalizzazione di Kaja Tomic.
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