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Ticino
La lotta delle poltrone a Lugano
Marco Jäggli
6 anni fa
La battaglia per la città sul Ceresio analizzata nel primo Decoder di Teleticino sulle Comunali

A Lugano, si sa, l’appuntamento con le comunali ripropone puntualmente l’atavico scontro fra Lega e PLR. Forze politiche che nelle ultime due tornate elettorali hanno offerto uno spettacolo avvincente: nel 2013 con il sorpasso e il sindacato agguantati dal movimento di via Monte Boglia; nel 2016 con il testa a testa fra Marco Borradori e Michele Bertini, separati da poco più di 800 voti, a fronte comunque di un divario più ampio fra i due partiti, salito a 14mila voti di differenza. Uno scarto che potrebbe mutare, ma non portare significativi squilibri nei rapporti di forza fra Lega e PLR. Insieme agli UDC Galeazzi, Bühler e Bassi, la Lega ripropone i tre municipali uscenti affiancati da Sabrina Aldi. Una lista che blinda i tre seggi leghisti.

Voti di lista dei partiti in Municipio nelle ultime tornate elettorali
Voti di lista dei partiti in Municipio nelle ultime tornate elettorali

Diversa la situazione in casa liberale-radicale. L’uscita di scena di Michele Bertini ha aperto la competizione interna e la pandemia ha solo posticipato le schermaglie. Lo stesso Roberto Badaracco, unico municipale uscente, non avrà vita facile: gli altri sei candidati si presentano all’appuntamento elettorale per essere ben più che semplici comparse.

Anche l’area-rosso verde si affaccia alle comunali con grandi ambizioni, rinnovando l’obiettivo di un raddoppio incarnato dal verde Nicola Schönenberger. La pandemia ha però rallentato l’incedere dell’onda ambientalista. Un exploit potrebbe verificarsi solo se il fronte progressista guadagnasse fra i 12 e i 20mila voti di lista in più rispetto al 2016, erodendo al tempo stesso consensi a tutti i partiti in Municipio. Significa una crescita fra il 25 e il 50%, con gli altri partiti che non staranno a guardare, PPD in primis.

Lugano – Ripartizione dei seggi. Fonte: https://www3.ti.ch/elezioni/Comunali2016/
Lugano – Ripartizione dei seggi. Fonte: https://www3.ti.ch/elezioni/Comunali2016/

I popolari democratici nell’ultima tornata elettorale hanno fatto meglio di 3 anni prima, restando comunque vicini al quoziente di prima ripartizione – quel numero fissato in base ai voti totali di lista che definisce la ripartizione dei seggi. Dovesse scendere sotto questa soglia, il PPD avrebbe comunque un seggio praticamente garantito in seconda o in terza battuta. Uno scenario che difficilmente dovrebbe prodursi visti i nomi in campo per sostituire l’uscente Angelo Jelmini, con la sorpresa della candidatura di Filippo Lombardi che certamente ha aggiunto pepe alla contesa.

I popolari democratici inoltre hanno avuto 12 mesi per lasciarsi alle spalle gli strali dell’uscita dal partito di Sara Beretta Piccoli, confluita nel Movimento Ticino e Lavoro.

Gli stambecchi fanno parte della costellazione di formazioni politiche le cui ambizioni devono scontrarsi con i numeri. La loro presenza porta comunque ad un’erosione di voti per tutti i partiti più grandi e quest’anno, mai come prima il loro numero sarà alto. Oltre a Ticino e Lavoro, saranno della partita l’Mps, Più Donne e la Sinistra Alternativa (N.d.A: nel servizio andato in onda ieri si citava erroneamente una lista unica di MpS e POP. Partito, quest’ultima che propone tre candidati nella lista con il Forum Alternativo. Ci scusiamo per la svista). In passato partiti come questi hanno agilmente superato i 2000 voti di lista.

A queste considerazioni si aggiunge, come sempre, l’incognita della partecipazione. Nel 2008, prima della Grande Lugano, votò il 50% degli aventi diritto, percentuale salita al 54% nel 2013 e nel 2016. Bisognerà capire se la pandemia sferrerà un colpo all’effervescenza elettorale oppure se la campagna a distanza alimenterà il voto per corrispondenza.

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