
La lotta alle specie invasive nel nostro Cantone prosegue, anche nelle acque. È il caso di quella al gambero rosso della Louisiana, o «gambero killer». Un nome che rende l'idea del problema. Difficile dire come il «Procambarus clarkii», questo il nome scientifico, abbia fatto capolino alle nostre latitudini. Quel che è certo è che il predatore crea problemi facendo incetta di invertebrati acquatici ed essendo portatore sano della peste dei gamberi. Ciò che ha già portato alla scomparsa di metà degli esemplari del gambero autoctono, completamente estinto nell'area del Piano di Magadino.
Una lotta cominciata nel 2013
La specie è stata notata per la prima volta nel 2013 nel Laghetto di Origlio, e poi nel 2021 sul Piano di Magadino. Motivo per cui gli Uffici Caccia e Pesca, Natura e paesaggio, assieme ad altri partner, hanno avviato un progetto di monitoraggio e cattura. «Principalmente usiamo delle nasse particolari, che permettono la cattura di questi gamberi. Le inneschiamo con del cibo per i pesci. In questo laghetto le nasse rimangono tutto l'anno, per tutta la durata del progetto, quindi per i tre anni rimanenti», spiega il collaboratore dell'Ufficio caccia e pesca Christophe Molina. Da gennaio ad oggi sono stati catturati 10'000 esemplari al Lago del Demanio, 20'000 su tutto il piano di Magadino: «Da questo punto di vista il processo sta andando bene. È chiaro che il fenomeno preoccupa perché i numeri sono importanti. Questi gamberi sono veramente un problema per la biodiversità in generale, si nutrono di larve di anfibi, piccoli pesci, macroinvertebrati, creano delle gallerie che possono essere un pericolo per l'argine dei fiumi. E soprattutto sono portatori sani della peste del gambero, che va a colpire il nostro gambero autoctono», prosegue Molina.
La tutela della specie autoctona
Gli sforzi vanno anche in direzione della tutela della popolazione del gambero autoctono, il gambero di fiume italiano, una specie che in Svizzera si trova solo a sud delle Alpi. Ciò che ha dato anche rilevanza nazionale al progetto di tutela. «Il gambero autoctono significa qualità dell'acqua buona nei nostri corsi d'acqua, quindi è un po' una specie sentinella. Ci fa capire se le cose stanno andando bene oppure no», spiega Molina. Per questo motivo sono già state predisposte delle vasche di piscicoltura, in vista del reinserimento del gambero «nostrano» nell'ambiente. Nel frattempo, però, il gambero rosso della Louisiana comincia già a far capolino nei pressi del Verbano e del Ceresio. Le raccomandazioni, in questo senso, sono chiare: «per l'utenza è fondamentale capire che questi gamberi non vanno spostati, non vanno toccati, ma vanno segnalati. Infatti sul nostro sito internet abbiamo creato una pagina dedicata ai gamberi, dove vi è la possibilità di segnalare con un modulo», spiega Molina.

