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Ticino
“La logopedia privata ha bisogno di risposte”
Immagine © CdT/ Chiara Zocchetti
Immagine © CdT/ Chiara Zocchetti
Redazione
3 anni fa
Giulia Petralli (Verdi del Ticino) pone una serie di domande al Consiglio di Stato sulla situazione dei logopedisti privati nel nostro cantone. “Rimangono importanti quesiti in sospeso”.

Budget esaurito, comunicazione carente e nuove valutazioni e prese a carico posticipate a data da definire: la logopedia privata ha bisogno di risposte. È questo il messaggio lanciato attraverso un’interrogazione dalla deputata dei Verdi del Ticino Giulia Petralli. Già con l’interpellanza del 4 ottobre 2023, Maurizio Augustoni e cofirmatari portavano alla luce quanto i professionisti privati attivi in Ticino stavano vivendo dal mese di settembre. Rispetto ad allora “oggi sappiamo che nonostante un aumento del preventivo di spesa per la logopedia privata nel 2023, c’è un’effettiva carenza di fondi per coprire le prestazioni fornite”, si legge nell’atto parlamentare.

La situazione attuale

Fortunatamente “almeno le garanzie per i rinnovi della presa a carico di bambini e giovani si stanno poco alla volta sbloccando a partire dal 1° ottobre”. I giovani per cui è stato richiesto un rinnovo “potranno quindi continuare la terapia da subito”. Sono invece sospese a data non precisata, e solo se il finanziamento lo permetterà, sia le prese a carico di interventi su bambini e giovani già valutati sia le nuove valutazioni (per queste ultime ci sono alcune eccezioni che riguardano i logopedisti che hanno appena avviato o ripreso l’attività e si trovano in particolare difficoltà).

“Comunicazione carente”

Ma facciamo un passo indietro: di fatto, dal 1° settembre al 1° ottobre la Sezione della Pedagogia Speciale (SPS), in seguito al raggiungimento dell’importo di spesa (messa a preventivo 2023 per la logopedia privata) e alla mancata concessione di un credito supplementare da parte del Governo, “ha sospeso qualsiasi rilascio di rinnovo, valutazione o nuova presa a carico di bambini e giovani”. Ad essere carente, oltre ai fondi, “è stata anche la comunicazione con cui la SPS (non) si è rivolta ai professionisti del settore e alle famiglie”. La prima comunicazione ai logopedisti privati è giunta solo il 26 settembre; in questa si annunciava un incontro tra la Sezione e i professionisti per il 3 ottobre. Una situazione “che ha creato grande confusione. Da una parte ci sono logopedisti che in settembre non hanno lavorato in attesa delle garanzie per le terapie, dall’altra ci sono quelli che hanno comunque lavorato in attesa del rinnovo delle garanzie, che per prassi è sempre pervenuto in due settimane circa”. Infine “c’erano i genitori che chiedevano spiegazioni”.

“Importanti quesiti in sospeso”

Oggi “sappiamo anche che i logopedisti che nel mese di settembre hanno svolto delle sedute con le garanzie scoperte, malgrado le richieste fossero arrivate nei tempi corretti, per garantire ai giovani e bambini presi a carico una continuità terapeutica (già interrotta in buona parte dei casi a causa delle vacanze estive) non verranno pagati per le loro prestazioni”. Nonostante la situazione sembra lentamente riattivarsi, perlomeno per quanto riguarda le richieste di rinnovo, “rimangono importanti quesiti in sospeso”.

Le domande

Viene quindi chiesto al Consiglio di Stato come spiega che le richieste di rinnovo/valutazione/nuove prese a carico sono state sospese da parte della SPS il 1° settembre e che i logopedisti privati e l'Associazione di categoria sono stati informati per lettera solo il 26 settembre. Si domanda inoltre al Governo se in questo “vuoto di comunicazione” da parte della SPS ritiene corretto non pagare il lavoro delle logopediste che hanno operato senza garanzia a settembre, ma che avevano inoltrato alla SPS nei tempi corretti le richieste di garanzia senza ricevere una risposta in tempi normali. Inoltre, se considera forse che le famiglie debbano coprire il costo delle prestazioni erogate a settembre dalle logopediste che attendevano la garanzia cantonale, dopo aver inoltrato per tempo la richiesta di rinnovo della terapia. Di seguito le altre richieste:

In merito alle nuove valutazioni logopediche e alle nuove terapie per bambini e giovani che potrebbero essere congelate sino a gennaio 2024 ritiene che le famiglie debbano finanziarle privatamente oppure rinunciarvi (in particolare quest’ultimo rischio c’è per le famiglie meno abbienti)?

In caso di risposta negativa alla domanda precedente, come intende procedere per risolvere la situazione dei nuovi casi?

Ha considerato che la precocità e l’intensità degli interventi ne limita la durata e che questo ritardo si tradurrà in costi supplementari per il futuro?

Per quale motivo non ha accordato il credito finanziario suppletivo per finanziare il rinnovo delle garanzie e per la valutazione/presa a carico di nuovi pazienti?

Come mai le famiglie non sono ancora state informate del problema? Come e quando la Sezione della Pedagogia Speciale intende farlo? 

È consapevole che questa decisione potrebbe comportare la chiusura di studi logopedici, andando ad aggravare la nota carenza di logopediste/i sul territorio?

È consapevole che, se la SPS avesse comunicato la situazione per tempo, alcune/i logopediste/i avrebbero potuto fare scelte professionali diverse e più idonee ai loro bisogni?

Ha considerato che questo problema aumenterà la pressione sulla logopedia del settore pubblico, già molto sollecitato, dato e considerato che le assunzioni di nuove/i logopediste/i del settore pubblico sono plafonate?

Come mai il preventivo del Cantone per la logopedia privata non riesce da alcuni anni a prevedere la crescita di terapia per bambini e giovani?

Quali sono le maggiori casistiche e quali i costi della logopedia privata negli ultimi 3 anni?

Come pensa di comportarsi in vista del 2024 sapendo che il preventivo inoltrato dalla Sezione della Pedagogia Speciale per la logopedia privata è il medesimo di quello del 2023? Se, come nel 2023, il preventivo non dovesse essere sufficiente, pensa di erogare un credito supplementare? Per il 2025 pensa di aggiornare il preventivo all’aumento dei bisogni del territorio?

Grazie all’aumento in quest’ultimo anno dei logopediste/i private/i attive/i sul territorio si è riusciti a ridurre le liste d’attesa per la presa a carico. È cosciente che in seguito a questa situazione le liste d’attesa torneranno ad aumentare?

È consapevole che si va a colpire un settore professionale a prevalenza femminile?