
Il Consiglio di Stato ha approvato oggi il messaggio con il quale propone l’abrogazione della Legge cantonale sulle imprese artigianali (LIA), che sarà ora sottoposto al Gran Consiglio. Lo scorso 7 marzo, ricordiamo, il Tribunale cantonale amministrativo (TRAM) aveva accolto due ricorsi contro la Legge cantonale sulle imprese artigianali, presentati dalla Commissione federale della concorrenza. Il Consiglio di Stato, una volta valutate le motivazioni della sentenza, aveva incaricato i servizi competenti di intraprendere i passi necessari per abrogare la Legge.
Il Governo informa pure che le misure correttive proposte dal gruppo di lavoro composto da granconsiglieri, rappresentanti sindacali e dell’Unione Associazioni dell’Edilizia (UAE) - la cosiddetta LIA 2.0 - "non permettono purtroppo di risolvere i conflitti con il diritto superiore" evidenziati dal TRAM e dalla Commissione della concorrenza (COMCO) e pertanto "non possono essere adottate". Il sistema fondato su soluzioni che prevedono un obbligo di annuncio ed iscrizione legato al soddisfacimento di determinati requisiti si è rivelato" sproporzionato e privo di sufficiente interesse pubblico per essere compatibile con il principio costituzionale della libertà di commercio e di industria".
L'abrogazione della LIA comporta "la necessità di incrementare le verifiche sui cantieri e rendere maggiormente efficace l’utilizzo degli strumenti già contemplati dalla Legge concernente il rafforzamento della sorveglianza del mercato del lavoro - si legge nel Messaggio - Per quanto attiene al primo aspetto, il Dipartimento del territorio si è già attivato nella creazione delle necessarie basi giuridiche e operative" con il progetto di revisione totale della legge edilizia e con lo sviluppo del sistema informatico GIPE.
"Considerata ora la necessità di rafforzare ulteriormente la sorveglianza del mercato del lavoro, il Cantone, tramite il DFE, effettuerà un'ulteriore campagna di sensibilizzazione delle commissioni paritetiche sugli strumenti previsti dalla Legge concernente il rafforzamento della sorveglianza del mercato del lavoro. In effetti, praticamente tutti i settori dell’artigianato fino ad oggi assoggettati alla LIA, sono coperti da un contratto collettivo di lavoro e pertanto sottoposti alla vigilanza degli organi paritetici. Nell’ambito della campagna verranno quindi coinvolte, in particolare, le commissioni paritetiche che ancora non hanno fatto uso dell’opportunità di potenziare i propri effettivi con il sussidio del 50% da parte del Cantone".
Inoltre, dando seguito alla lettera della COMCO di qualche giorno fa, il Governo ha chiesto alla Commissione di vigilanza di sospendere l’incasso forzato di tutti gli emolumenti come pure il perseguimento delle contravvenzioni.
Per quanto concerne invece la restituzione agli artigiani residenti delle tasse e delle multe incassate per l'iscrizione all'albo - così come richiesto da una mozione presentata il 9 aprile 2018 dai deputati Simone Ghisla e Fabio Schnellmann - il Consiglio di Stato (che invita a respingere queste richieste) ha sottolineato che dal profilo giuridico non è ravvisabile alcun obbligo in tal senso e che "un simile atto, in quanto circoscritto ai soli residenti, porrebbe non pochi problemi nell’ottica della parità di trattamento".
Infine, il Governo ha spiegato che non vi saranno conseguenze per “gli uffici di gestione della legge” e il relativo personale, tema sollevato dal deputato di Montagna Viva Germano Mattei nella sua interpellanza del 2 marzo scorso, sottolineando come non esista alcun ufficio cantonale preposto all’applicazione della LIA, ma soltanto una Commissione di vigilanza composta da rappresentanti delle associazioni professionali interessate e sindacati nonché il relativo segretariato assicurato dall’UAE. "Qualora il Gran Consiglio decidesse di abrogare la LIA, il personale in questione potrebbe in parte essere riassorbito nel processo di consolidamento e attuazione della Legge concernente il rafforzamento della sorveglianza del mercato del lavoro".
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