
"La polizia ha chiuso il cantiere, non si poteva entrare né uscire. Hanno fatto i controlli e dopo 6 ore abbiamo ripreso a lavorare. I gessatori sono andati a casa perchè non erano iscritti all'albo".
Osvaldo Bariletti è un fiume in piena. La LIA, dice, è una legge inutile e dannosa. TeleTicino ha incontrato il costruttore zurighese a Locarno, dopo che oggi la sua vicenda ha fatto il giro della Svizzera. “Lavoro perso a causa della follia dell’autorità” ha titolato il Blick, che parla di vittima della nuova legge ticinese dell’albo degli artigiani (vedi articolo suggerito).
L'intervento degli ispettori LIA è avvenuto due settimane fa in un cantiere di via Varenna. "Una donna, vestita in modo normale e con in mano una tessera, a chiesto del responsabile" racconta Bariletti. "Siamo della LIA, terminate ora di lavorare" ha affermato la donna.
Due pittori, assunti tramite regolare contratto dalla filiale ticinese di Bariletti (la Barimax di Muralto) e 6 gessatori attivi con una ditta esterna - non erano iscritti all’albo degli artigiani. Di qui, lo stop dei lavori decretato con effetto immediato dagli ispettori.
Per Bariletti lo sconcerto è massimo: "Non lo sapevo, per me è una cosa nuova. Non posso credere che succeda tutto questo in Svizzera. Se un ticinese va a Zurigo, nessuno chiede qualcosa. Noi abbiamo la libertà dove vogliamo lavorare, se tutto è in regola".
In realtà non è il primo caso di fermo dei lavori decretato dagli ispettori LIA. Da ottobre 2016 sono state 24 decisioni simili. “Bariletti si sarebbe dovuto iscrivere” si è limitato a commentare il presidente della LIA Renzo Ambrosetti dalle pagine del Blick.
Ora l’imprenditore zurighese rischia un multa fino a 50mila franchi, che però lui rispedisce al mittente. "Non penso di pagare la multa, la contesto con gli avvocati. Non credo di doverla pagare. Fino ad oggi c'è solo stato il verbale da pagare, ma la multa non l'ho ancora ricevuta".
Decisivo nella vertenza sarà il ricorso della Commissione federale della concorrenza, contro la legge cantonale giudicata contraria alla legge federale sul mercato interno. La sentenza del TRAM è attesa per il prossimo autunno.
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