
In un anno e mezzo dall’entrata in vigore della legge sulle imprese artigianali il numero degli iscritti è salito a 5000, praticamente il doppio rispetto a quanto preventivato. 2500 aziende di cui non si conosceva l’esistenza si sono annunciate. La mappatura del settore dell’edilizia si è arricchita di nuovi nomi, a vantaggio di un maggiore controllo.
“Il war est del mercato dell’edilizia oggi è una realtà più controllata e controllabile”, ha confermato il presidente Renzo Ambrosetti. Tra gli effetti positivi indiretti della LIA va ricordato poi il calo del numero dei padroncini e lavoratori distaccati registrato nel 2016. Ma su questo punto la direttrice Bordoli Poggi tiene a precisare: "La LIA non è una legge antipadroncini".
Con i risultati la LIA incassa anche alcune critiche. In particolare dalla commissione federale della concorrenza che vede nella legge cantonale una misura protezionistica che viola la legge federale sul mercato interno. Di qui i tre ricorsi della Comco contro altrettante decisioni prese dalla commissione di vigilanza LIA. Il tribunale amministrativo cantonale si deve ancora esprimere. Una sentenza attesa anche da alcuni artigiani locali che si oppongono alla normativa perché giudicata discriminatoria: non tutti devono pagare la tassa d’iscrizione. I confederati – dicono – sono esentati.
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