
"La Legge sulle imprese artigianali passerà alla storia come prodotto di un’infelice stagione legislativa". A sostenerlo, in un editoriale pubblicato su Opinione Liberale, è Mauro Dell'Ambrogio, Segretario di Stato per la formazione, la ricerca e l'innovazione, che passa al setaccio alcune "soluzioni impraticabili" degli ultimi mesi, sulle quali partiti e deputati hanno fatto a gara per cercare consensi.
Come quella decisione "ingiusta" del Gran Consiglio, ricorda Dell'Ambrogio, "che obbliga gli enti pubblici ad assumere con priorità i disoccupati: a scapito di coloro che, in attesa di meglio, avessero accettato un lavoro meno pagato o meno confacente alle loro potenzialità". Una decisione "anch’essa ovviamente affossata dai tribunali" sottolinea il funzionario.
In attesa di sviluppi su Prima i Nostri, "altri frutti della medesima stagione stanno marcendo sugli alberi", prosegue Dell'Ambrogio. Il riferimento riguarda le trattative per l'accordo fiscale con l'Italia: "La soluzione negoziata mezzo secolo fa da Ugo Sadis, di incassare alla fonte, con aliquote svizzere, le imposte dei frontalieri e riversarne un terzo per le infrastrutture ai comuni italiani di frontiera, non era poi male" ribadisce il Segretario di Stato. "La si è voluta rinegoziare per far tartassare in Italia, con aliquote italiane, i così puniti frontalieri. A toglierci dall’imbarazzo di ratificare un accordo vantaggioso solo per il pozzo romano senza fondo" prosegue Dell'Ambrogio, "c’è ora la Lega, quella vincitrice d’oltre frontiera. Più a sud intanto c’è chi si mette in coda agli sportelli per ritirare il reddito di cittadinanza".
Infine un'osservazione su come stiano cambiando i tempi: "Il voto di scambio consisteva una volta nel far sapere di avere eletto qualcuno, per chiedergli poi un posto, un appalto, un favore. Oggi consiste nel votare chi promette l’impossibile a tutti, in un clima per cui, come scritto in un commento del Corriere della Sera: Chiunque abbia un curriculum, una storia, una competenza, diventa di per sé sospetto".
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