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La Leventina, tra politica cantonale e impegno sociale
Red. Online
2 ore fa
Durante l'assemblea del distretto locale del Centro sono stati presentati i candidati per le prossime elezioni cantonali – Sotto la lente anche le sfide delle regioni periferiche e la scheda R6 del Piano direttore cantonale

Impegno sociale e sfide di respiro cantonale: sono stati questi i principali temi trattati durante l'assemblea del distretto leventinese del Centro, tenutasi ieri sera a Faido alla presenza di un centinaio di rappresentanti delle sezioni. «Un incontro partecipato che ha permesso di fare il punto sull'attualità politica regionale e cantonale, nonché di ratificare le candidature leventinesi per le prossime elezioni cantonali», si legge in una nota odierna della sezione.

L'effetto positivo delle aggregazioni

Ad aprire i lavori è stato il presidente distrettuale Stefano Imelli, che ha tracciato un bilancio positivo dell'attività svolta dalle diverse sezioni presenti sul territorio. Nel suo intervento Imelli ha sottolineato il «clima costruttivo» e la «proficua collaborazione» sviluppatasi negli ultimi anni tra i Comuni della Leventina, evidenziando in particolare gli effetti favorevoli delle aggregazioni comunali di Giornico e Quinto, che hanno saputo dare «nuovo slancio, dinamismo e capacità progettuale alle rispettive realtà locali».

Uno sguardo alla politica cantonale

Accanto a questo quadro incoraggiante sul piano distrettuale, Imelli ha tuttavia espresso preoccupazione per la situazione della politica cantonale, «che sta attraversando una delle fasi più difficili degli ultimi decenni, con livelli di fiducia della popolazione particolarmente bassi». Il presidente distrettuale ha quindi auspicato un ritorno a un clima di maggiore serenità e responsabilità politica, nell'interesse dell'intero cantone.

«Le valli non vanno dimenticate»

Un appello particolare è stato rivolto alle esigenze delle regioni periferiche e di montagna, invitando il Cantone a non dimenticare le Valli nell'ambito delle future scelte finanziarie e organizzative. In particolare, è stata ribadita la necessità di evitare nuove misure di risparmio, razionalizzazione o riversamento di oneri sugli Enti locali, provvedimenti che rischiano di incidere in maniera particolarmente pesante sui Comuni leventinesi, «già confrontati con sfide strutturali e demografiche importanti».

Presentati i candidati al Gran Consiglio

L'assemblea ha quindi proceduto alla presentazione e alla ratifica dei candidati leventinesi al Gran Consiglio. Ad accompagnare la ricandidatura del deputato uscente Alessandro Corti saranno Monica Gianelli, Luca Taglialatela e Albino Togni: «Una squadra forte e competente capace di tutelare e promuovere gli interessi della regione a livello cantonale», si legge nella nota.

La scheda R6 sotto la lente

La serata è proseguita con una relazione del deputato Gianluca Padlina dedicata alla scheda R6 del Piano direttore cantonale, tema che sta suscitando crescente preoccupazione in molti Comuni ticinesi. Al centro dell'intervento vi è stata la questione del sovradimensionamento dei piani regolatori e delle misure richieste dalla Confederazione per il rientro nei parametri stabiliti dalla legislazione federale sulla pianificazione del territorio.

Attenzione alle peculiarità regionali

Nel dibattito è emersa con forza la necessità che tali disposizioni «vengano applicate in modo equilibrato e rispettoso delle peculiarità regionali». I partecipanti hanno infatti evidenziato il rischio che un'applicazione rigida della scheda R6 possa penalizzare ulteriormente le regioni di valle, già confrontate con una persistente crisi demografica di valle. In particolare, è stato sottolineato come la riduzione delle possibilità edificatorie possa ostacolare l'insediamento di nuove famiglie e limitare le prospettive di sviluppo dei Comuni periferici.

Crescita e futuro

L'assemblea ha quindi espresso il forte auspicio che Cantone e Confederazione sappiano adottare soluzioni eque e proporzionate, capaci di conciliare gli obiettivi della pianificazione territoriale con la necessità di garantire alle regioni di montagna concrete opportunità di crescita e di futuro.