
La cosiddetta "legge anti-hooligans" non gode di un sostegno unanime. Lo scorso dicembre, lo ricordiamo, il Gran Consiglio ha approvato il concordato intercantonale della legge, estendendo le norme repressive a ogni genere di manifestazione pubblica. Caso unico a livello svizzero. Contro la norma è stato depositato un ricorso al Tribunale federale, per iniziativa di undici privati cittadini e di associazioni e movimenti impegnati in attvità sportive, politiche e sindacali, segnatamente il Sindacato della comunicazione, il CSOA Il Molino e Gioventù Biancoblù. Le ragioni sono state illustrate alla stampa questa mattina a Bellinzona proprio dal Sindacato della comunicazione e dai due movimenti. "Come sindacalista - ci dice Angelo Zanetti, segretario regionale del Sindacato della comunicazione - che ha già ricevuto delle denunce e come sindacato siamo molto preoccupati perché questa legge limita la libertà d’opinione e di riunione. Come sindacato abbiamo la necessità di poterci riunire, di poter manifestare e protestare per quello che succede nel mondo del lavoro". "È una legge basata sul sospetto", afferma senza mezzi termini Zanetti. E spiega: "Se un poliziotto vede, ad esempio, un sindacalista particolarmente ingaggiato e il suo comportamento può essere reputato come violento, può far applicare le misure previste dalle legge anti-hooligans".
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