
Ieri sera la Lega aveva annunciato che si sarebbe espressa dopo la comunicazione di Claudio Zali. Il quale, questa mattina, ha annunciato che lascerà il Consiglio di Stato. «Rimango solo il tempo necessario a completare alcuni lavori in corso e ad evadere delle pendenze». Tempistiche svelate, ora, dal coordinatore Daniele Piccaluga: fine settembre 2026.
Nella lunga presa di posizione, la Lega dei Ticinesi scrive di avere «preso atto» della decisione di Claudio Zali, «discussa e condivisa dal coordinamento durante la riunione di ieri sera». Le dimissioni e la rinuncia alla candidatura alle prossime elezioni cantonali. «È una scelta difficile e dolorosa, compiuta per tutelare le istituzioni, il Movimento e la possibilità di affrontare con serenità gli accertamenti in corso. Una decisione politica che non anticipa alcun giudizio sul piano giudiziario».
«Non ha commesso irregolarità»
E oggi la Lega fornisce anche qualche indicazione sulle spiegazioni fornite dal direttore del DT. «Nell’ambito dell’istruttoria relativa alla vicenda del minorenne detenuto alla Farera, Claudio Zali ha ribadito di non aver commesso alcuna irregolarità. Spetterà alle autorità competenti accertare i fatti. Fino ad allora, la presunzione d’innocenza non è una concessione, ma una garanzia che deve valere per tutti».
La Lega si sente bersagliata
Per Piccaluga, la scelta di Zali è «maturata anche in un clima di pressione politica e mediatica sproporzionata, alimentato da quel ricorrente odio antileghista che, quando il bersaglio è la Lega, trasforma con sorprendente rapidità il sospetto in verdetto e la richiesta di chiarimenti in una condanna anticipata: i fatti possono attendere, la sentenza evidentemente no».
«Una scelta di responsabilità»
Quindi, viene precisato che «le dimissioni di Claudio Zali non sono un’ammissione di colpa né il trofeo di chi coltiva una resa dei conti con la Lega e con il suo elettorato. Sono una scelta di responsabilità e, come tale, meritano rispetto. I principi devono valere sempre e per tutti, indipendentemente dal colore politico».
Un addio amaro
La responsabilità impone talvolta decisioni pesanti, scrive Piccaluga, «ma gli ultimi giorni non possono cancellare un intero percorso politico e istituzionale». La Lega ringrazia quindi Claudio Zali «per oltre trent’anni di servizio alle istituzioni: dapprima quale giudice e, successivamente, per oltre dodici anni in Consiglio di Stato e alla guida del Dipartimento del territorio. Un percorso segnato da dossier strategici: dal potenziamento del trasporto pubblico dopo l’apertura della galleria di base del Ceneri alla Rete tram-treno del Luganese, fino al Piano energetico e climatico cantonale».
La Lega guarda avanti e «raccoglie il testimone»
Che cosa ne sarà della Lega, travolta dal caso Zali? «Il passo indietro di Claudio non sarà un passo indietro della Lega. La responsabilità assunta oggi deve diventare la forza della Lega di domani: più unita, più aperta e ancora più determinata a stare al fianco dei ticinesi».
La Lega assicura pertanto che continuerà il proprio lavoro nei Comuni e nelle istituzioni: «Non è una poltrona né un singolo nome, ma una comunità politica radicata nel territorio e nella fiducia di migliaia di ticinesi. Guardare avanti non significa cancellare chi ha costruito, ma raccoglierne il testimone, valorizzare le competenze presenti e aprire nuovi spazi alle giovani generazioni».
L’Assemblea del 31 luglio resta confermata e sarà chiamata a confrontarsi sul nuovo quadro politico e sul percorso del Movimento verso le elezioni cantonali del 2027.
«È nei momenti difficili che un Movimento dimostra la propria solidità – conclude Piccaluga –. La Lega affronta questo passaggio con unità, responsabilità e volontà di rinnovamento: con i piedi ben piantati in Ticino e lo sguardo rivolto al futuro».

