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Ticino
La Lega: "Ultimissima offerta all'Italia"
Redazione
17 anni fa
La lancia la Lega dei Ticinesi dopo una serie di colloqui telefonici con Umberto Bossi e Giulio Tremonti

Le due leghe si sono parlate. Oggi. Al telefono. Ed in seguito ai colloqui telefonici intercorsi tra esponenti della Lega dei Ticinesi e della Lega Nord, tra cui Umberto Bossi e lo stesso Giulio Tremonti, secondo la Lega dei Ticinesi "appare sempre più chiaro che l'Italia - si legge in una nota diramata in serata - nelle sue azioni ostili nei confronti della Svizzera, non ha capito quale sia la posta in gioco per la stessa Penisola, e neppure ha capito che con il raid effettuato il 27 ottobre in 76 filiali di banche svizzere in 9 regioni, ha irrimediabilmente compromesso le relazioni tra i due Stati". 

"Infatti il raid del 27 ottobre ha portato - si legge ancora - l'Autorità federale a convocare l'ambasciatore italiano, alzando i toni (cosa che avrebbe dovuto essere fatta da tempo). L'evento ha avuto ampia risonanza mediatica nazionale e ora anche Oltregottardo politici e popolazione sono a conoscenza di ciò che ignoravano: ossia che l'Italia ha iniziato una vera e propria campagna di guerra (economica) contro la Svizzera. A seguito del raid italiano, dunque, la questione dello scudo fiscale ai danni del nostro Paese ha finalmente assunto quella portata nazionale che finora non aveva". 

Nel colloquio telefonico con Bossi e Tremonti "è stato confermato il disperato bisogno di denaro della vicina Penisola. Occorre rilevare che fino ad ora, da parte della Svizzera, nei confronti dell'Italia non è stata posta in essere alcuna misura di ritorsione, ma tali misure sono state solo minacciate. Da martedì 27 ottobre, a seguito del raid di cui sopra, e della conseguente portata nazionale assunta dal caso, la concretizzazione di una controffensiva appare assai più vicina". 

A questo punto la Lega dei Ticinesi ritene "che all'autorità italiana vada fatta un'ultimissima offerta, da accettare con la formula del "prendere o lasciare". Ossia, l'applicazione alla Svizzera dell'accordo sullo scambio di informazioni che l'Italia ha stipulato con la Gran Bretagna nel 2002. Non si vede motivo per cui l'Italia dovrebbe rifiutare; non si vede, in altre parole, motivo per cui ciò che va bene nelle relazioni con la Gran Bretagna non possa andare bene anche in quelle con la Confederazione. A seguito di ciò, la Svizzera deve inoltre essere tolta da ogni e qualsiasi "black list". Tale offerta deve essere accettata entro il 30 novembre". 

E se questo non accadrà, la Svizzera "dovrà mettere in atto tutte le misure di ritorsione possibili nei confronti dell'Italia". Queste le misure proposte. 

- "Sospensione della libera circolazione delle persone con pesantissime conseguenze occupazionali su frontalieri, padroncini, distaccati".

- "Blocco alle frontiere dei TIR UE in transito".

- "Disdetta unilaterale dell¹euroritenuta".

- "Trattenimento su territorio elvetico del totale delle imposte prelevate ai frontalieri".

- "Revoca degli importanti appalti pubblici (vedi AlpTransit) recentemente ed assurdamente attribuiti ad imprese e consorzi italiani".

- "Chiusura delle filiali italiane delle banche svizzere (con conseguente licenziamento dei dipendenti)".

- "Revoca immediata di tutte le collaborazioni transfrontaliere".

- "Martellamento politico sulla piazza finanziaria ticinese affinché i dipendenti italiani siano i primi e gli unici a venire licenziati in seguito alla perdita di posti di lavoro provocata dallo scudo".

- "Annullamento di tutte le rogatorie con l'Italia".

 

Per la Lega dei Ticinesi "l'Italia, è evidente, non ha fatto alcuna valutazione dei rapporti costi/benefici dell'operazione scudo fiscale, ritenendo forse che la Svizzera avrebbe subìto senza reagire. Purtroppo ci è fin troppo facile intuire su quali basi ­ anni di politica internazionale improntata al cedimento incondizionato su tutta la linea - si possa essere formata tale convinzione. Al governo italiano va invece chiarito che gli conviene scendere a più miti consigli ed accettare la propos

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