
Attualmente in Ticino esistono fondamentalmente due norme che regolano la raccolta dei funghi e delle bacche. Il limite massimo di 3 kg al giorno e il divieto notturno tra le 20 e le 7. Limiti che il deputato leghista Stefano Fraschina reputa troppo blandi. "Durante la stagione estiva-autunnale l'ecosistema è pesantemente messo sotto pressione, praticamente giornalmente, dai cercatori di funghi, lamponi, bacche e mirtilli" spiega il gran consigliere, che se la prende con la maleducazione di molti di loro. "Troppo spesso infatti la concentrazione di "raccoglitori" e il loro non sempre rispettoso comportamento delle regole e dell'ambiente che li circonda, comporta una vistosa e sgradevole situazione di degrado e mancato rispetto di quanto offre il patrimonio naturale del nostro Cantone." Un problema accentuato, secondo Fraschina, dal fatto che "poco fuori dalla frontiera abitano milioni di persone che in meno di un'ora sono in grado di trasferirsi sulle nostre montagne." Fraschina propone, date le difficoltà di un eventuale inserimento di una piccola tassa o di una patente, di abbassare il limite di raccolta a 2 kg al giorno e di introdurre ogni mese dieci giorni di divieto assoluto di raccolta, come già accade nel vicino canton Grigioni. Lo ha fatto tramite un'interrogazione depositata nel 2011, firmata anche da Cleto Ferrari e Amanda Rückert, che viene discussa oggi in Gran Consiglio. Sull'interrogazione, però, vi sono due rapporti. Uno di minoranza, firmato dallo stesso Fraschina, e uno di maggioranza. Firmato dal leghista Mirto Bignasca e dal PPD Paolo Peduzzi.Bignasca e Peduzzi, nel loro rapporto, condividono le preoccupazioni di Fraschina per il traffico di auto e per la sporcizia generati da certi cercatori di funghi, "senza distinzione di nazionalità". Cercatori che, "per ignoranza", non osservano le prescrizioni sulla quantità di funghi che si possono raccogliere. Citando la Bibbia (Genesi 2:29-30), Bignasca e Peduzzi sostengono che le proposte di Fraschina sono inutili. "Il senso della mozione, cioè proteggere il nostro territorio boschivo, è lodevole. Ma non viene per niente raggiunto con le proposte fatte. L'accesso al bosco è aperto a tutti ed è la Costituzione a prevederlo. È quindi logico che ogni anno si assista ad una sorta di invasione di gente alla quale possiamo fare ben poco. Al di là dell'etica ecologica essenziale, nel bosco esistono solo ospiti e mai padroni." Bignasca e Peduzzi raccomandano quindi di respingere questo "giro di vite" sulla raccolta dei funghi. Fraschina, invece, insiste. "È necessario". Il Consiglio di Stato, dal canto suo, chiede al Parlamento di mantenere lo status quo. Il Gran Consiglio ne discute oggi pomeriggio, salvo eventuale posticipo a domani. Vedremo se i fungiatt dovranno restringere i loro cesti e prestare maggiore attenzione al calendario o se tutto resterà come ora.
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