
Anche la Lega dei Ticinesi prende oggi posizione in serata con una nota stampa sui manifesti della discussa campagna bala i ratt. "La campagna, cui la Lega dei Ticinesi è completamente estranea, è in gran parte condivisibile - si legge nella nota leghista - nella misura in cui solleva dei problemi reali quali lo scudo Tremonti, la criminalità straniera, nonché quelli legati al frontalierato e alla deleteria libera circolazione delle persone".Secondo la Lega "è evidente che i lavoratori frontalieri non sono dei topastri. E’ però altrettanto evidente che la scriteriata libera circolazione delle persone, voluta da partiti storici, padronato e sindacati, ha fatto sì che forza lavoro d’oltreconfine andasse ad occupare non solo quelle posizioni in cui essa è necessaria (vedi edilizia, settore sociosanitario, eccetera) ma anche settori professionali tradizionalmente appannaggio dei residenti, in particolare nel terziario, andando così a soppiantare i ticinesi. Questo rappresenta un problema reale sul quale il CdS, i partiti ed i sindacati dovrebbero attivarsi ma che invece viene bellamente ignorato o addirittura negato in barba all’evidenza. Si preferisce scandalizzarsi per questioni di forma, dimenticandosi del contenuto che ci sta sotto". Rusconi a Ticinolibero: "Spingi se puoi"Il mistero dei topi stranieri che si mangiano il formaggio ticinese è ormai sempre meno tale. Il portale Ticinolibero, che aveva anticipato un coinvolgimento del presidente dell'UDC ticinese Pierre Rusconi, pubblica oggi uno scambio di sms assai eloquente.Rusconi invita dapprima il giornalista di Ticinolibero a dare un'occhiata al sito della campagna. E subito dopo gli chiede di darne risalto: "Spingi se puoi". Per poi specificare che, dietro a questa campagna, sono in "tanti".Iniziativa del PSIntanto anche il PS prende posizione e condannare la campagna pubblicitaria. E lancia anche un’iniziativa parlamentare “per la modifica della legge sugli impianti pubblicitari in cui si chiede di vietare campagne di stampo xenofobo e sessista”.Il PS si dice "indignato per l’attacco alle migliaia di lavoratrici e lavoratori frontalieri che operano onestamente nel nostro cantone, peraltro assunti da imprese e aziende svizzere e non per loro scelta unilaterale". La condanna dell'ambasciata svizzera a RomaL'Ambasciatore di Svizzera in Italia, Bernardino Regazzoni, ha espresso, a nome del Dipartimento federale degli affari esteri, "ferma condanna per la campagna diffamatoria e offensiva nei confronti dei lavoratori frontalieri provenienti dall'Italia e dei cittadini stranieri residenti in Svizzera, lanciata negli ultimi giorni nella Svizzera italiana". "È pure deplorevole - osserva il diplomatico in una nota diffusa dall'ambasciata elvetica a Roma - che le pagine di Internet siano strumentalizzate per la diffusione di messaggi xenofobi". "I cittadini stranieri - afferma l'ambasciatore - contribuiscono con il loro lavoro al benessere e al progresso del nostro Paese in molti settori economici, quali l'edilizia, il turismo, la sanità e la ricerca. I cittadini italiani danno un contributo indispensabile alla società Dall'Italia si recano ogni giorno in Svizzera quasi 50.000 lavoratori frontalieri. In Svizzera vivono circa mezzo milione di italiani, che costituiscono il gruppo straniero più importante e tra i meglio integrati", conclude la nota.
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