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Ticino
La Lega risponde a Sadis
Redazione
12 anni fa
Il gruppo leghista, in una lettera inviata alla direttrice del DFE, ribadisce le ragioni per cui è stata presentata la mozione per toglierle la Sezione del Lavoro

Dopo la mozione urgente presentata lunedì dalla Lega, a firma di Daniele Caverzasio, per chiedere di togliere la responsabilità della Sezione del Lavoro alla consigliera di Stato Laura Sadis (una proposta che il PLR ha subito respinto definendola una "pagliacciata da carnevale politico"), il movimento di via Monte Boglia ritorna alla carica e scrive una lettera aperta alla direttrice del Dipartimento delle Finanze. Vi riproponiamo qui di seguito la missiva per intero:

"Gentile direttrice, la mozione presentata qualche giorno fa parte da fatti chiari ed inequivocabili: lei è ministro delle finanze dall’aprile 2007, sono passati ormai 7 anni e da allora misure a favore dell’economia e del lavoro ticinese se ne sono viste poche e poco efficaci. Il file rouge è sempre quello: "Non si può far niente". In effetti con coerenza, questo è il credo che ha sempre seguito, infatti niente è stato fatto.

I numeri, a sostegno di questa che ormai non è più una tesi ma un dato di fatto, parlano chiaro. Dal 2008 i disoccupati in Ticino sono aumentati di oltre il 30%. Erano infatti circa 6’000 e ora hanno superato quota 8'200. Senza calcolare quelle persone che per colpa della riforma LADI sono finite prematuramente in assistenza. Numeri importanti che non possono e non devono essere ignorati.

Incredibili ed incomprensibili poi le posizioni da lei espresse anche pubblicamente sulle notifiche online dei padroncini che dovrebbero essere controllate proprio dall’ufficio per la sorveglianza del mercato del lavoro sotto la responsabilità del DFE, come sempre: "Non si può fa niente".

Ma cos'è successo? Il numero di padroncini che varcano il confine non fa altro che aumentare e tutti, forse salvo lei Signora Ministra, se ne sono accorti.

Oltre a questo vanno segnalati i numerosi atti parlamentari inerenti il mercato del lavoro e affini che risultano ancora "seppelliti" in qualche cassetto del suo dipartimento. Atti che vanno dal chiedere chi rappresenta gli interessi del Ticino nelle trattative con la vicina penisola alla richiesta di introduzioni di caparre cautelative su esempi già in uso in altri cantoni. Ma come sempre regna il buon governo del non fare perché tanto: "Non si può far niente".

Ancora oggi siamo impossibilitati a sapere cosa si sia discusso ad esempio negli incontri avuti a Roma dove era presente, oltre al Consigliere Federale Schneider Ammann, anche lei Signora Sadis.

Forse proprio qui sta il problema e la differenza tra la Lega ed il PLR. Noi, quando esprimiamo le nostre idee, non dobbiamo pensare a difendere le posizioni ormai indifendibili dei vostri Consiglieri Federali, voi invece sì. Ed è così che spesso purtroppo vi trasformate in ambasciatori dell'europensiero proveniente da Berna.

Alla luce di ciò, sicuro che sia importante per il presente e futuro del Cantone, abbiamo deciso di inoltrare una mozione che chiede, davanti a tali fatti, che al suo dipartimento venga tolta la responsabilità dell'ufficio sorveglianza del mercato del lavoro e che venga al più presto affidata ad un ministro che abbia la voglia di fare qualcosa per risolvere i problemi dei ticinesi.

Cara Ministra, questa non è campagna elettorale, com'è invece abituato a fare il suo nuovo presidente di partito da quando è salito al trono che più volte l'ha "buttata dalla torre", ma bensì è solo un atto dettato dal buonsenso davanti all'incapacità ormai dimostrata di capire le priorità e aprire gli occhi davanti ad una situazione divenuta insostenibile.

Le ricordiamo che la nostra società, la ricchezza del nostro Cantone, verrà salvaguardata soltanto se garantiremo ad ogni ticinese un lavoro dignitoso, perché dignità e lavoro sono e saranno sempre un binomio inscindibile, la dignità della persona si può garantire solo con la dignità del lavoro.

Signora Sadis, il 9 febbraio non può e non deve essere un grido silenzioso lanciato dai ticinesi, quindi o si cambia o almeno che il DFE finalmente inizi a lavorare a favore dei residenti".

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