
Lugano fuori dall'Associazione dei comuni urbani ticinesi (Acuti). La richiesta viene da Giuliano Bignasca e Lorenzo Quadri. I due municipali leghisti di Lugano la metteranno all'ordine del giorno della prossima seduta dell'esecutivo luganese.Questa presa di posizione getta ulteriore polemica sulla querelle scoppiata all'interno dell'Acuti a seguito dello scritto inviato dal Municipio di Lugano al Consiglio di Stato sulla Finanzia e al ruolo di Lugano quale interlocutore diretto del Governo."La città di Lugano, quale unico polo cantonale, - scrivono Bignasca e Quadri - non può certamente accontentarsi, nei rapporti col Consiglio di Stato, di esprimersi all'interno dell'Acuti - di cui l'unica cosa chiara è che costituisce una vetrina mediatica della presidente Speziali - ma necessita di un "filo diretto" del Cantone. Né è pensabile che la Città di Lugano venga messa sullo stesso piano di, ad esempio, Biasca o Giubiasco (senza voler con ciò nulla togliere a questi due borghi)". "Rileviamo - aggiungono Bignasca e Quadri - che la città di Lugano non prende lezioni né da Jean-François Dominé sindaco di Biasca, né da Andrea Bersani sindaco di Giubiasco, e nemmeno dalla sindaca di Locarno nonché presidente Acuti Carla Speziali".
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