
Per quanto non sorprenda nessuno, o quasi, la morte dell’alleanza a destra segna comunque un punto di svolta verso le Cantonali. Decisa più che mai a entrare in Governo, è proprio chi ieri ha rotto gli indugi - l'UDC - che a parere del politologo Andrea Pilotti parte in vantaggio: «A differenza della Lega che si trova giocoforza sulla difensiva, l’Udc può davvero presentarsi quale alternativa e puntare quindi sul rinnovamento», spiega.
Seggio a rischio anche uniti
Piccolo inciso. Correre uniti non avrebbe automaticamente blindato i due seggi leghisti, anzi. Al netto della crescita registrata dai democentristi nel 2023, via Monte Boglia paga sicuramente la sua lunga permanenza in Governo e l’ineluttabile riproposta degli uscenti, anche a causa di un’oggettiva mancanza di alternative. Non hanno certo aiutato scandali e assenza di grandi riforme nelle ultime legislature. Separarsi, però, per Pilotti significa aumentare il livello di difficoltà: «Il mantenimento dei due seggi sarà molto arduo per la Lega», sentenzia.
Un Udc in Governo o raddoppio Plr?
Dissidi, quelli tra Lega e UDC, osservati con attenzione e forse anche un pizzico di gongolo dalle altre forze politiche. Come il PLR, le cui ambizioni di raddoppio, cifre e contesto alla mano, sono sì legittime. Ma non scontate per Pilotti, che puntualizza: «Tanto dipenderà dalla lista che riuscirà a presentare». In altre parole: i liberali radicali dovranno considerare una base quanto più differenziata possibile, magari con un occhio di riguardo proprio a quella destra economica che nel recente passato si è sentita più rappresentata altrove. «La partita rimane molto aperta e al momento attuale credo veramente che l’Udc possa entrare in Governo». Un non tanto ipotetico Esecutivo composto quindi da cinque partiti.
«La sinistra unita può crescere in Gran Consiglio»
Per una destra che si separa c’è anche una sinistra che si unisce nella sua molteplicità di modi d’essere. Una scelta pragmatica secondo Pilotti che, pur smorzando sul nascere ogni speranza di raddoppio, intravvede possibilità di crescita in Gran Consiglio. «Le forze progressiste possono giocare la carta dell’unica alternativa valida al pensiero borghese», commenta.
«A Berna l'Udc deve tanto alla Lega»
Tornando invece alla destra, l’analisi non può che estendersi fino alle Federali e alle Comunali, con osservata speciale Lugano e il suo sindacato. Se alla prima tornata, si diceva, è l’UDC a partire in vantaggio, il discorso cambia in vista dell’autunno: «A Berna il partito di Piero Marchesi deve molto alla Lega, soprattutto per la vittoria agli Stati». Forse anche per questo, ieri, il capogruppo Alain Bühler ha lasciato aperti degli spiragli. Non così, a caldo, Daniele Piccaluga. Una reazione comprensibile per Pilotti: «La vedo difficile che tutto rientri in pochi mesi».

