
Il movimento di via Monte Boglia divorzia dalla CORSI (Società cooperativa per la Radiotelevisione svizzera di lingua italiana). "Altro che giornalismo sopra le parti: troppa propaganda di sinistra e propaganda pro-UE". Queste sono solo alcune delle motivazioni addotte oggi sul Mattino della domenica. Ecco la lettera dei membri dimissionari Paolo Sanvido, Michele Foletti e Silvia Torricelli:
"La nostra esperienza e il nostro serio impegno a favore della RSI si concludono qui. La nostra esperienza è stata simile a quella che si narra dell’incontro tra San Francesco e il Sultano. “ Trentottenne, Francesco lascia Assisi nel 1219 e s’imbarca per l’Egitto. Vuole incontrare il sultano AlKamil, nipote e successore del grande Saladino. Vuole testimoniargli che, oltre al suo, esiste anche un altro mondo.
Il contesto non è favorevole, i Crociati stanno assediando il sultano e si può quindi immaginare quanto possa essere difficile, per Francesco, evitare il martirio. Contro ogni attesa, l’incontro ha luogo e si prolunga per qualche giorno. Il sultano è gentile e ascolta con interesse e rispetto i discorsi del frate. Alla fine non cambia nulla”.
La RSI e la CORSI fanno spallucce di fronte alla superficie agitata delle acque perché sono convinti che in profondità regni la calma. Andando ancora più giù, tuttavia, la placca tettonica sottostante, quella che si muove molto lentamente e che è però dotata di formidabile energia, si muove inerzialmente nella direzione opposta a quella che credono. A volte le cose mutano corso e allora ci tocca decidere che fare.
Ovvero se restare dove siamo o se uscire lasciando il posto a chi è più apprezzato. Noi rappresentiamo una parte del paese invisa e se in un luogo non siamo ben accetti, il nostro lavoro non è apprezzato per la nostra appartenenza politica e non riusciamo più a stare, dobbiamo andarcene. Perciò la presenza della Lega dei Ticinesi nella terra dei non credenti (In partibus infidelium) termina qui. Grazie."
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