
“La ripresa è possibile ma serve autocritica senza catastrofismi” titola così la prima pagina del Mattino di oggi. Il settimanale leghista esprime la delusione del movimento per i risultati ottenuti per il Gran consiglio: “Non intendiamo nasconderci dietro un dito. Sull’esito negativo hanno senz’altro pesato fattori esterni come la campagna elettorale moscia e senza temi, i sondaggi farlocchi, l’astensionismo, eccetera. Ma i ticinesi hanno dato un segnale che va preso sul serio” scrive il domenicale, sottolineando quanto sia importante ora fare autocritica.
“Nel quadriennio passato - si legge sul domenicale - la Lega è stata verosimilmente troppo partito e troppo poco movimento. Troppo istituzionale e poco barricadera. Non abbastanza attiva sul fronte dei diritti popolari (iniziative e referendum). Eccessivamente dedita ad una posizione di supporto ai due Consiglieri di Stato. Giusto che i ministri vengano appoggiati, ci mancherebbe. Ma la forza della Lega è sempre stata quella di saper dare al Cantone e ai comuni delle persone in grado di lavorare bene negli esecutivi, senza mai abbandonare il proprio ruolo autocritico, di ‘cane da guardia’ e di opposizione”.
Il settimanale leghista sottolinea però che l’obiettivo principale del movimento è stato raggiunto: la conferma dei sue seggi in Governo.
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