
La Lega dei Ticinesi non sosterrà il progetto di amnistia fiscale cantonale proposto dal Consiglio di Stato. La Lega, fa sapere in un comunicato, ritiene infatti che non rappresenti una valida alternativa all’amnistia federale e che, alla prova dei fatti, si rivelerà inefficace. Questi i motivi che portano la Lega a non sostenere il progetto: i redditi medio-bassi non usufruiranno dell’ eventuale amnistia perché la dichiarazione di capitali “sommersi” rischierebbe di far scattare obblighi di restituzione (di dieci anni!) di sussidi (ad esempio per i premi di cassa malati) indebitamente percepiti;l’aliquota del 30% risulta poco interessante per i grossi capitali; le complesse modalità d’applicazione rendono estremamente difficile prevedere quale sarà il costo dell’amnistia per il singolo potenziale fruitore, creando quindi ulteriore diffidenza; per il calcolo del prezzo d’amnistia, il fisco risalirà fino alla situazione 1998 (anno di riferimento per la tassazione del 2000), ciò che scoraggerà ulteriormente i potenziali interessati. E ancora: non è chiaro cosa accadrà nel caso in cui l’”amnistiando” dichiarasse di aver percepito guadagni “in nero”: il fisco andrà a perseguire chi li ha versati? L’amnistia non copre le imposte federali, ciò che la rende ancora meno interessante. “Sarebbe inoltre necessario - si legge ancora - che, oltre ad amnistiare i capitali non dichiarati, si premiasse chi ha sempre pagato tutte le imposte, magari senza beneficiare di alcuna deduzione”.
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