
Non sta suscitando particolare entusiasmo, all'interno della Lega dei Ticinesi, la misura delle targhe alterne proposta dal suo consigliere di Stato Claudio Zali per lottare contro i picchi di inquinamento atmosferico.
Dopo il più o meno provocatorio "mercato delle targhe" lanciato dalla consigliera nazionale Roberta Pantani (vedi articolo suggerito), ora è un altro leghista ad esprimere quantomeno scetticismo nei confronti della misura.
E non un leghista qualcunque, bensì il figlio del compianto Nano, Boris Bignasca.
"La Lega deve tornare a fare la Lega" ha scritto il deputato poco fa su Facebook, elencando i punti principali del programma del movimento: "Priorità ai ticinesi sul lavoro, sicurezza e frontiere controllate sempre, basta immigrazione senza controllo, basta sprechi con i soldi dei contribuenti."
Bignasca ha poi aggiunto: "Le targhe alterne lasciamole ai Verdi, almeno fino a quando non vedremo gli effetti positivi di AlpTransit."
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