
La Lega dei Ticinesi attacca la Consigliera federale Karin Keller Sutter, che, durante l’odierna “ora delle domande” in Consiglio nazionale, ha dichiarato che, malgrado la Lombardia sia da oggi tornata in zona rossa, la Svizzera non prenderà misura aggiuntive ai confini. Una dichiarazione mal digerita dal movimento ticinese, per il quale “attualmente in Ticino dall'Italia entrano tutti, senza alcuna limitazione né controllo. Non solo i 70'115 frontalieri dichiarati, quelli in nero e le svariate migliaia di padroncini, ma proprio tutti. Ed entrano per qualsiasi motivo: anche per organizzare festini o per commettere rapine”, aggiungendo che “i cittadini lombardi vengono reclusi dal proprio governo, possono però raggiungere liberamente il nostro Cantone”.
Per la Lega, “è evidente che il rischio di terza ondata in Ticino non viene né dai ristoranti, né dalle palestre, né da altre attività economiche che il ministro socialista Berset, con la connivenza del resto del Consiglio federale, condanna alla chiusura ed al fallimento. Il rischio arriva dalle frontiere spalancate e senza controlli sul Belpaese” e, sempre a suo parere, “un anno fa, il Ticino ha subito la prima ondata pandemica proprio a causa della libera circolazione delle persone con la Lombardia”.
Per la Lega dei ticinesi dunque “è l'ennesima volta evidente che la priorità del Consiglio federale non è affatto il contenimento dei contagi bensì le frontiere sempre spalancate!”, lega che infine “condanna con forza lo scandaloso menefreghismo del Consiglio federale, ed invita il Consiglio di Stato a reiterare le proprie richieste di limitazioni della mobilità transfrontaliera. In caso di ulteriore mancato ascolto, il CdS è invitato a procedere autonomamente”.
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