
Forse complice il clima pre-elettorale o forse solo per la poca simpatia che regna tra PLR e Lega dei Ticinesi, sta di fatto che nemmeno oggi sono mancate le frecciatine scambiate tra i due movimenti politici. E in particolare tra i liberali-radicali e il leghista Lorenzo Quadri.
La prima riguarda la presa di posizione inoltrata a Berna dalla Divisione delle contribuzioni favorevole ai nuovi accordi con l'Italia sui frontalieri. Sulle pagine de Il Mattino della domenica Lorenzo Quadri, nell'articolo intitolato "Italia: il DFE targato PLR vuole calare le braghe?", si rivolge al Dipartimento (e ai rappresentanti dei partiti storici in Governo) perché preoccupato che il Cantone sia pronto "a svendere la nostra sicurezza in cambio della mazzetta". E il leghista pone 9 domande "piccanti", con le quali in pratica sostiene che i ticinesi trarranno solo svantaggio dall'intesa.
In un comunicato stampa, i liberali-radicali rispondono però ricordando che "uno dei più grandi sostenitori oggi di questo accordo è il nuovo ministro delle finanze Ueli Maurer che è sceso appositamente in Ticino per difenderlo. L’amnesia è forse dovuta al fatto che il ministro Ueli Maurer sia rappresentante dell’UDC, grande alleato della Lega?". La nota prosegue sostenendo che "non bisogna essere dei premi Nobel per capire che l’accordo in questione, così come sostenuto dal buon Maurer, svantaggia i frontalieri italiani, altrimenti in questi mesi non avremmo assistito a continue manifestazioni di protesta proprio da parte di quest’ultimi che si vedranno aumentare le imposte da pagare".
La seconda frecciatina odierna riguarda invece il fondo per la mobilità aziendale per cercare di ridurre il traffico. In un pezzo comparso oggi sulle pagine del domenicale leghista, dal titolo "Ex partitone, la politica della Xerox continua", si legge che il PLR "è ormai a corto di argomenti e, per questo, è sempre più incline ad utilizzare la politica del copia-incolla". Tra gli esempi citati nell'articolo, quelli riguardanti la lotta ai parcheggi abusivi e il Fondo di 2 milioni, stanziato dal Parlamento e destinato a provvedimenti a favore della mobilità aziendale, temi portati avanti dal direttore del DT. "Malgrado queste siano vittorie di Zali, l’ex partitone tenta, in maniera piuttosto spudorata, di rivendicarne la paternità. Che tolla!", si legge ancora nel testo.
Nella nota, il PLR replica però che "i ticinesi si ricordano benissimo che la Lega avrebbe voluto finanziare questa misura (ndr: il fondo per la mobilità aziendale) aumentando le tasse di circolazione a carico dei cittadini, ma che, grazie al referendum promosso dai Giovani Liberali Radicali Ticinesi, la popolazione ha potuto esprimere un chiaro e sonoro NO. E oggi il fondo c’è comunque a dimostrazione che i giovani PLRT avevano ragione: è stato possibile avere il fondo senza aumentare le tasse di circolazione così come voleva la Lega. Ma anche qui qualcuno fa finta di non ricordarsi come sono andate le cose".
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