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Ticino
"La hostess tremava, pensavamo di morire"
"La hostess tremava, pensavamo di morire"
"La hostess tremava, pensavamo di morire"
Redazione
10 anni fa
Un altro lettore ci racconta l'esperienza "terrificante" del volo Etihad. E ora chiede indennizzi alla compagnia aerea: "Sono ancora scosso"

Continuano a giungere nuove testimonianze in merito alla deviazione dell'aereo di Etihad Regional che mercoledì 1 giugno è finito a Malpensa, invece che a Lugano. Un viaggio che si è tramutato in incubo per una trentina di passeggeri. E ora alcuni di loro hanno pure inviato una richiesta di indennizzo nei confronti della compagnia aerea. 

"Non si è assolutamente trattato di un atterraggio normale" ci racconta un secondo passeggero. "Ci è stato comunicato in maniera concitata che uno dei carrelli probabilmente non si era aperto. Solo una volta atterrati abbiamo scoperto che era un problema alla spia di segnalazione guasto".

L'indicazione anomala ci è stata confermata dal CEO di Etihad Regional Maurizio Merlo, che ha giustificato il cambiamento di rotta per motivi di sicurezza. "Il comandante si è sentito più sicuro atterare su una pista più lunga e date le condizioni meteo sfaveroli, ha optato per Milano". 

Ma l'esperienza, stando al racconto dei passeggeri, è stata terrificante: "Abbiamo fatto la procedura "brace brace brace prepararsi all'impatto" continua il nostro interlocutore. "L'hostess, professionale e attenta, alla fine tremava come una foglia come tutti noi. Abbiamo avuto tutti concreta paura di morire. Siamo stati preparati all'impatto con mani dietro la nuca. C'era chi piangeva, chi tremava etc.. E' stato terribile. Spaventoso".

E l'incubo non è neppure finito una volta a terra: "Abbiamo atteso per oltre un'ora senza alcuna assistenza psicologica o altro di un pullman che ci portasse a Lugano. Cosa che è avvenuta dopo oltre tre ore. La mia compagna, che mi aspettava in aeroporto, è stata mandata via dicendogli che eravamo stati solo dirottati a Malpensa per un problema tecnico. Senza evidenziare il pericolo che abbiamo realmente corso".

Ora, come detto, il passeggero ha deciso di rivolgersi direttamente alla compagnia aerea: "Una compagnia seria dovrebbe chiedere scusa e indennizzare adeguatamente i proprio clienti per questa esperienza terribile. A due giorni di distanza sono ancora scosso".

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