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Ticino
"La guerra in Sri Lanka non è ancora finita"
Redazione
17 anni fa
Il presidente della Comunità Tamil ticinese, Shan Thambyah: "Noi non rinunceremo mai all’autonomia"

Il capo storico dei ribelli separatisti Tigri Tamil, Vellupillai Prabhakaran (nella foto, ndr.), è morto. Lo affermano fonti militari singalesi secondo le quali, per la prima volta dal 1983, ossia dall'inizio della guerra civile, l'intera isola di Sri Lanka è ora sotto il controllo dell'esercito regolare, che hanno sconfitto i ribelli delle Tigri Tamil.Un alto responsabile militare, che ha chiesto l'anonimato, ha detto che Prabhakaran è stato ucciso mentre cercava di fuggire nascosto in un'ambulanza dalla minuscola enclave di meno di un chilometro quadrato dove sono confinate le Tigri Tamil. A bordo dell'ambulanza insieme al leader dei ribelli, ha aggiunto la fonte, c'erano anche due suoi luogotenenti. Prabhakaran, ha detto, è caduto in un'imboscata tesa dai militari ed è stato abbattuto. "E' stato ucciso in compagnia di altri due a bordo del veicolo. Seguirà un annuncio ufficiale", ha aggiunto il militare cingalese.Anche Charles Antony, figlio di Prabhakaran, è stato ucciso ieri durante gli ultimi scontri fra l'esercito e la guerriglia, assicura oggi una fonte militare a Colombo. Corpi di elite dell'esercito, si è infine appreso, "stanno continuando le operazioni finali di ripulitura dell'ultima zona di poche centinaia di metri" dove ancora le Tigri Tamil hanno una presenza a nord di Vellamullivaikkal. Da più parti si dice che a questo punto la guerra è finita. Ma non tutti la pensano così.Parla il presidente della Comunità Tamil del Ticino Shan Thambyah“Le tigri - ci dice il presidente della Comunità Tamil del Ticino Shan Thambyah - hanno detto che depongono le armi. Ma lo hanno fatto solo per salvare i civili. Io invece penso che questa guerra non è ancora finita. Noi non rinunceremo mai all’autonomia del popolo Tamil nel nord est del paese".“Sono costantemente in contatto con i miei parenti e con dei conoscenti che sono in Sri Lanka - aggiunge Thambyah - li sento tutti i giorni. Ci sono persone che sono scappate, altre che sono state arrestate. E i soldati singalesi che sparano anche ai civili. Una situazione drammatica". In Ticino vivono 168 famiglie Tamil, per un totale di un migliaio di persone. Una comunità che in passato non ha mancato di far sentire la sua voce. "Sto pensando di organizzare una manifestazione in Ticino - prosegue Shan Thambyah - forse già settimana prossima a Bellinzona". Tornare a casa? "Per noi non cambia nulla. Torneremo solo se la guerra sarà davvero finita. Se tornassi adesso mi ucciderebbero. E questo non vale solo per me, ma anche per tanti altri Tamil che vivono in Ticino”.[email protected]

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