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Ticino
La guerra della disinformazione
Immagine Shutterstock
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Redazione
4 anni fa
Andrea Molle, docente di scienze politiche alla Chapman University, sul conflitto russo-ucraino: “La componente comunicativa è tra le più importanti e viene utilizzata sia a livello strategico che tattico”

La guerra in Ucraina si combatte anche sui media e sui social network attraverso la disinformazione. Del tema si è dibattuto ieri sera all’USI di Lugano durante la conferenza “Da Washington alla guerra in Ucraina, le dimensioni della disinformazione”. A partecipare anche Andrea Molle, docente di scienze politiche alla Chapman University, che i colleghi di Radio3i hanno raggiunto per approfondire la questione. “La componente comunicativa dei conflitti è uno dei domini più importanti”, spiega Molle. “Viene utilizzato sia a livello strategico che a livello tattico per ottenere un vantaggio nei confronti del nemico. Questo sul campo, ma anche per il consenso popolare, che può variare le geometrie all’interno di una crisi”.

Le cifre reali
Nel conflitto ucraino in particolare, spiega il docente, si assiste a un dibattere sulle cifre reali delle perdite russe e dell’efficacia reale delle truppe ucraine. “Abbiamo un confronto con l’Ucraina, che tende a enfatizzare le perdite subite dall’esercito russo, con numeri elevati (sui 20mila caduti) e le proprie vittorie. Dall’altra la Russia tende a contenere questi numeri nell’ambito delle poche centinaia”.

Informazioni per virare l’opinione
Una battaglia importante perché sul campo galvanizza i combattenti che ricevono queste informazioni. Inoltre vira l’opinione sociale nei paesi terzi sulla necessità o meno di essere coinvolti nel conflitto. “Questo è avvenuto anche nella rivolta in Cecenia, che ha portato grossi problemi interni al governo russo”, ricorda Molle. “Si è creato un movimento delle madri che non volevano vedere i loro figli morire in Cecenia. Questo era gonfiato dai numeri che arrivavano sia dai ribelli così come da altri attori come gli Stati Uniti, notoriamente con posizione antirussa”.

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