
Macché partito in crisi o sotto attacco. Il PLR è in salute. Parola di un grintoso Fulvio Pelli: “Non siamo sotto attacco- spiega il presidente - ma all’attacco. Il nostro partito ha dimostrato, ad esempio nell’ultima sessione, di essere la forza politica che prende le decisioni importanti per la Svizzera. E non siamo dunque nemmeno in crisi. Dalle ultime elezioni ci siamo rafforzati, abbiamo impostato la linea politica e la stiamo portando avanti con determinazione”. Assemblea dei delegati del PLR nazionale oggi al Palaconza di Lugano. Si discute di ambiente e di politica energetica. I liberali radicali auspicano una riduzione in Svizzera delle emissioni di CO2 del 30% entro il 2040. Per arrivarci tre proposte: il risanamento dei vecchi edifici; un milione e mezzo di veicoli elettrici o a basso consumo entro il 2030; una riduzione della burocrazia in materia ambientale. E, politicamente, una netta opposizione agli eco-romantici: “Gli eco-romantici – spiega Fulvio Pelli – sono quelli che inseguono i sogni e non le soluzioni praticabili. In modo poi da poter rimproverare alla politica e ai cittadini di non averli realizzati”. Certo, l’ambiente. Ma nei corridoi dell’assemblea si parlotta anche d’altro. Ad esempio dell’affaire Libia e delle fortissime tensioni in Consiglio federale, con Hans Rudolf Merz ancora al centro del mirino. “Secondo me si vuole colpire solo Merz, che almeno ha cercato di fare qualcosa, in modo da sollevare altri ministri dalle loro responsabilità. Troppo facile così”, dice Dick Marty. Già, Hans Rudolph Merz. Lui sulla questione libica non vuole dir nulla. Fulvio Pelli stamattina l’ha definito il miglior ministro delle finanze d’Europa: “Sono ovviamente molto fiero della nostra situazione finanziaria – ci ha spiegato il ministro – e sono coscente del fatto che i nostri vicini, e altri paesi, buttano un colpo d’occhio sulla nostra gestione delle finanze. E per questo dobbiamo essere orgogliosi”. Didier Burkhalter, sul mezzogiorno, molla l’assemblea e va a farsi una passeggiata con consorte. Poi torna, ci relaziona sulla passeggiata e sul clima in Governo: “È stata una bella passeggiata. In Ticino c’è l’ambiente del sud. Ero già qui ieri e mercoledì. E devo dire che l’aria è davvero differente. L’aria di Berna è diversa da quella del Ticino…”, dice. “Non c’è una crisi nel Consiglio federale - argomenta ancora Burkhalter - ma delle tensioni. Ci sono dei dossier molto difficili da gestire sia sul piano interno che su quello internazionale. E tutto questo fa si che il Governo sia sottoposto a una grande pressione. Ma non ci sono crisi, solo la volontà di trovare soluzioni e di attuarle il prima possibile”. AELLE
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

