
Per una volta PLR, PPD, PS , Lega, UDC , Verdi e Guastafeste sono compatti. I presidenti distrettuali dei partiti del Locarnese (Daniele Bianchetti del PPD, Bruno Bizzini della Lega, Luigi Conforto del PS, Piergiorgio Fornera dell'UDC, Daniele Haas del PLR, Giorgio Ghiringhelli del Guastafeste e Francesca Machado dei Verdi) vogliono infatti la “Grande Locarno”. E nelle loro intenzioni dovrebbe essere un comune unico, che va da Tenero fino a Brissago. Insomma dal Piano di Magadino fino al confine con l’Italia. E stamane lo hanno detto a chiare lettere alla stampa ticinese in un incontro che si è tenuto in Piazza Grande a Locarno. “Finora - ha dichiarato il presidente distrettuale del PPD Daniele Bianchetti - hanno detto la loro solo gli amministratori comunali. Oggi invece, per la prima volta, si sono espressi unanimamente tutti i presidenti distrettuali del Locarnese”. “La frammentazione del Locarnese in molti comuni - hanno dichiarato i presidenti distrettuali - contribuisce a mantenere lo status quo con la conseguenza che la Regione si indebolisce costantemente, perdendo di giorno in giorno la sua competitività territoriale nel contesto cantonale e nazionale. Da lungo tempo si discute dell’ aggregazione del Locarnese e da sempre molti politici hanno frenato questo concetto con la famosa frase “i tempi non sono ancora maturi”. Ora noi diciamo: basta! I tempi sono sicuramente maturi”.I vari sindaci della regione si sono spesso dimostrati scettici sulle fusioni. Secondo i presidenti distrettuali, compatti nel sostenere l’aggregazione del Locarnese, ora tocca alla popolazione dare prova di maggiore apertura, esprimendosi nel contesto di un imminente sondaggio. Domani infatti il Consiglio di Stato indirà una conferenza stampa nella quale verrà presentato lo studio strategico per l’aggregazione dei Comuni del Locarnese. In questo contesto fra pochi giorni cinquemila Locarnesi saranno chiamati a rispondere ad un sondaggio sull’aggregazione. Ma non solo. Ci saranno pure tre serate regionali di informazione per la popolazione. “Finalmente - hanno infine ribadito i presidenti distrettuali - ci si muove ed è arrivato il tempo che i cittadini prendano in mano le sorti della loro regione”.
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